Category: Abitazioni (Page 1 of 3)

Perché scegliere un pavimento laminato? Ecco i motivi

Tra chi non rinuncerebbe mai al parquet in legno e chi mal tollera la freddezza del gres porcellanato (magari effetto legno) e simili, si colloca una terza categoria. Paliamo degli amanti del pavimento  laminato. Questo particolare tipo di pavimento presenta innumerevoli vantaggi, tant’è vero che spesso viene impiegato addirittura negli esercizi commerciali. Ci sono diversi criteri in base ai quali potete scegliere il vostro pavimento laminato. Nelle prossime righe ve ne mostreremo alcuni, ma ovviamente il consiglio è quello di valutarli dal vivo. In ogni caso, se avete intenzioni di optare per questa scelta la prima cosa che dovete sapere è che potete applicarlo in autonomia. In più, questo tipo di pavimento si può posare anche sopra un vecchio pavimento.

Che cos’è il pavimento laminato?

Prima di tutto, che cosa è il pavimento laminato? Benché possa spesso ricordare il parquet, tanto da essere conosciuto anche come “finto parquet”, non si tratta della stessa cosa. Nella realizzazione del laminato vengono impiegate delle lastre di fibra di legno pressate ad alta densità (HDF). Sulla parte superiore di queste lastre viene poi stampato il motivo (o decoro) tra cui scegliere. Nella maggior parte dei casi si tratta di riproduzioni in vari colori e varie tonalità delle venature del legno. Non mancano, però, motivi che ricordano la pietra o altri materiali grezzi. Sul lato stampato è poi applicato uno strato protettivo, in modo da preservarlo dall’usura, dai graffi e dal calpestio.

Tra i pro del pavimento in laminato troviamo la possibilità di rinnovare i nostri ambienti in modo facile ed economico. Che si tratti di ambienti di lavoro o parti della nostra casa, poco importa. Il laminato si presenta con una tale gamma di colori e motivi che sicuramente troverete il più adatto alle vostre esigenze. In più, rispetto a dei lavori che prevedono la rimozione totale del vecchio pavimento (e in alcuni casi del massetto), apporre il laminato è molto più semplice. Tant’è vero che i pavimenti in laminato li trovate spesso e volentieri anche nei negozi di fai da te (Brico, Leroy Merlin, ma anche Ikea). Durante l’acquisto, però, dovete fare attenzione a dei dettagli importanti, ovvero:

Lo spazio tra pavimento laminato e infissi

In alcuni casi, infatti, sarà necessario alzare di qualche millimetro (eccezionalmente di un centimetro) gli infissi. Fate attenzioni quindi a porte, finestre e porte-finestre. Nonostante i pavimenti laminati siano molto sottili (tra i 7 e gli 11 millimetri di solito), c’è sempre il rischio che lo spazio libero non sia sufficiente. In ogni caso, niente paura: è un’operazione alla portata di tutti e, in casi estremi, che può portare a termine anche un fabbro o un installatore specializzato, se non intendete provvedere in modo autonomo.

L’umidità della stanza

Benché alcuni tipi di laminati siano effettivamente adatti a stare a contatto con l’acqua, non è una regola generale. Su alcuni pavimenti laminati infatti si può adoperare perfino una lavapavimenti a vapore, ma di norma il laminato teme l’acqua per via della sua composizione. Se eccessivamente impregnato d’acqua, infatti, potrebbe gonfiarsi e rendere così necessaria la sostituzione. Per questo motivo in genere il laminato non si usa per bagni e cucine.

L’isolamento termico e acustico

Grazie al laminato, infatti, avrete modo di apporre una sorta di “coperta” che va tra il vecchio pavimento e il laminato vero e proprio. Attraverso questa operazione dovete considerare che non solo avrete un maggiore isolamento termico, ma anche acustico. Per questo motivo potrebbe essere una scelta vincente in caso di problematiche col vicinato. Oppure, potrebbe essere utilizzato per isolare maggiormente una stanza in cui di solito producete più rumore. Una scelta azzeccata, per esempio, per le camerette dei bambini.

Riscaldamento a pavimento con pannelli radianti: come funziona?

Il riscaldamento a pavimento è un metodo che risulta essere particolarmente diffuso all’interno degli arredamenti moderni e che permette di affrontare le dure e rigide giornate invernali attraverso il tepore offerto da pannelli radianti, che vengono posti al di sotto del pavimento attraverso un sistema di tubature e un circuito elettrico, in grado di diffondere il calore attraverso irraggiamento. Per quanto questo sistema possa sembrare come particolarmente moderno e oggetto di valutazione tecnologica, in realtà è ereditato da una tradizione che l’aveva portato a essere utilizzato già nel secolo scorso, tra gli anni ‘50 agli anni ‘70, prima di essere accantonato per qualche decennio. Come le diverse tipologie di intervento domestico, anche quella del riscaldamento a pavimento tramite pannelli radianti presenta degli svantaggi che si associano agli acclarati benefici: ecco tutto ciò che c’è da sapere a proposito. 

Quali sono i vantaggi di un riscaldamento a pavimento con pannelli radianti?

Strutturalmente parlando, la tipologia di riscaldamento dei pavimenti attraverso l’utilizzo di pannelli radianti può avvenire o sulla base di tubature che si uniscono ad un circuito elettrico, permettendo – per mezzo del fenomeno dell’irraggiamento – di riscaldare i propri pavimenti, o attraverso un sistema di riscaldamento dell’acqua posta al di sotto del pavimento, e che permette di diffondere un tepore attraverso un certo tipo di equilibrio all’interno di tutta l’abitazione. 

In ogni caso, il sistema presenta un notevole vantaggio in termini di costi e impatto ambientale, essendo particolarmente economico e portando a non doversi riferire ad altri sistemi di riscaldamento, come stufe a pellet, termosifoni o climatizzatori, che consumano molto sia per quel che concerne la corrente elettrica, sia per quanto riguarda il costo del gas. Questa soluzione non assicura certamente un riscaldamento pari ai primi sistemi, ma permetterà di tenere l’ambiente caldo e di offrire un tepore in ogni stanza della propria casa. 

Non solo, dal momento che questo sistema (soprattutto se ad immissione di acqua) può anche divenire un impianto di raffreddamento di pavimenti e ambiente, se ci si serve di una soluzione che strutturalmente avviene allo stesso modo, ma che propone una finalità differente. Infine, un ultimo vantaggio è dettato da una minore diffusione di acari, batteri e muffe all’interno della propria casa, dal momento che il sistema di riscaldamento non prevede dei radiatori o altri sistemi di immissione di aria calda nell’ambiente, che sono naturalmente connessi ad un’accumulazione di quanto sopraccitato. 

Gli svantaggi del riscaldamento a pavimento 

A questo punto, bisogna presentare anche gli svantaggi legati all’utilizzo del riscaldamento a pavimento attraverso pannelli radianti. Il primo risulta essere facilmente intuibile: installare un sistema simile richiede dei costi particolarmente elevati che, per quanto possano essere recuperati nel tempo, prevedono una certa strutturazione del proprio budget

Tuttavia, lo svantaggio più pericoloso è relativo al trattamento del proprio pavimento che, soprattutto se in parquet, potrebbe presentare dei danni o sollevarsi: per ovviare a questo pericolo bisogna controllare che ci sia una giusta posatura dello stesso e che le tubature siano ottimali nel proprio compito, onde evitare possibili pericoli. Infine, ultimo svantaggio è relativo alla impossibilità di accendere e spegnere lo stesso a intermittenza, dal momento che avrà bisogno di almeno un giorno di accensione per funzionare correttamente. 

Come scegliere una pattumiera da cucina

La scelta di una pattumiera da cucina è molto importante, perché questo accessorio è utilizzato spesso e deve essere funzionale, ma anche bello da vedere e in accordo rispetto al resto dell’arredo dell’area cucina.

Esistono diverse tipologie di pattumiere da cucina, da quelle in plastica, a quelle in acciaio smaltato o acciaio inox, fino a quelle che sono già predisposte per la raccolta differenziata.

Ecco tutti i consigli per scegliere la tua pattumiera da cucina andando sul sicuro!

Scegliere la pattumiera da cucina a seconda dell’apertura

I sistemi di apertura delle pattumiere da cucina sono diversi, e si parte dal modello più semplice, costituito dalla pattumiera con coperchio semplice.

Questa pattumiera si apre con le dita sollevando il coperchio.

Il modello con coperchio semplice può essere rischioso in tutta una serie di casi. Innanzitutto, nel caso in cui si abbiano animali domestici, in quanto potrebbe capitare di lasciare aperto il secchio e di consentire, quindi, al cane o al gatto di mangiare i rifiuti e di rendervi il pavimento di casa una simpatica “discarica” a cielo aperto.

Lo stesso accade per chi abbia problemi di scarafaggi in casa. Per chi abbia a che fare con questi “ospiti” sarà preferibile utilizzare altri sistemi di chiusura, che assicurino la protezione dalle intrusioni, se avete questo tipo di problemi potete provare a consultare siti specifici per eliminare gli scarafaggi da casa.

Abbiamo, poi, la pattumiera a pedale, che si aprirà mediante l’uso del pedale. Questa pattumiera è molto più igienica, in quanto consente di controllare sempre la chiusura, e anche di evitare di toccare il coperchio con le mani.

Un altro metodo di chiusura molto sicuro per la vostra pattumiera, soprattutto per proteggere i rifiuti da scarafaggi, animali domestici e bambini piccoli, è il push bin. Infatti, questa pattumiera si apre premendo verso il basso: il coperchio, in questo modo, risalirà verso l’alto. Per richiuderla basterà spingere nuovamente verso il basso fino a quando si sentirà un clic.

Infine, per chi voglia investire un po’ di più, si potrà scegliere la pattumiera con apertura automatica. Questa ha un sensore di movimento grazie al quale si potrà arrivare all’apertura e alla chiusura della pattumiera stessa.

Se vogliamo una pattumiera che duri nel tempo, sicuramente il prezzo d’acquisto non potrà essere basso, i materiali infatti per essere duraturi nel tempo, sono decisamente più costosi al loro acquisto.

Scegliere la pattumiera da cucina sulla base delle caratteristiche

Oltre all’apertura, esistono altre caratteristiche grazie alle quali sarà possibile scegliere la pattumiera da cucina perfetta per le vostre esigenze.

Innanzitutto la capacità in litri, che dovrà essere adatta sia allo spazio nel quale si dovrà collocare la pattumiera, sia al numero di persone che dovrà utilizzarla, sicuramente la scelta migliore è quella di prendere due pattumiere più piccole che una pattumiera grande, in modo da poterle gestire al meglio e utilizzarle anche in ambiti diversi della nostra casa.

Non sempre è consigliabile comprare una pattumiera grossa anche se i componenti della famiglia sono tanti, il nostro consiglio è quello di prediligere piccole pattumiere che si possono posizionare anche in vari punti e sono sicuramente più facili da pulire e da gestire.

Inoltre, nel caso in cui nella propria zona sia già stata attivata la raccolta differenziata, potrà essere molto comodo avere una pattumiera con comparti differenziati per i diversi rifiuti, molto comodi se vogliamo avere la comodità di avere contenitori separati da asportare nel momento della raccolta differenziata.

Anche il design dovrà essere oggetto di valutazione: per una cucina moderna, ad esempio, si sceglierà una pattumiera altrettanto moderna, e viceversa, tenendo sempre conto dei materiali, che anche se sono diversi dovranno essere adatti al loro scopo finale.

Le pattumiere sono fatti di diversi materiali, vediamo ora assieme la differenza tra i vari materiali.

La plastica è economica, ma si rovina anche in fretta, mentre l’acciaio inox è molto resistente, e spesso è anche il più semplice da pulire in quanto non poroso e si potrà detergere utilizzando diversi tipi di detersivi.

Tirando le somme, scegliere la pattumiera adatta alla cucina è sicuramente difficile, va trovato il giusto compromesso tra materiali, praticità di utilizzo e costo finale.

Investire alle Canarie comprando appartamenti

ISOLE CANARIE: META TURISTICA E SEDE DI OTTIMI INVESTIMENTI

Appartamenti Canarie

Si nominano le isole Canarie e subito vengono in mente le spiagge, i paesaggi mozzafiato e il clima mite tutto l’anno di Tenerife, Fuerteventura, Lanzarote… solo per citare alcune delle principali isole di questo arcipelago spagnolo che, negli anni, ha visto aumentare costantemente l’afflusso turistico e non solo.
Infatti, se è vero che negli ultimi decenni le Canarie hanno ospitato visitatori e turisti ad un ritmo che si avvicina ai quaranta milioni l’anno, è altrettanto reale l’aumento esponenziale dell’interesse che queste isole suscitano dal punto di vista finanziario e, più nel dettaglio, immobiliare.
Ciò è dovuto soprattutto al fatto che questo arcipelago da sogno, pur facendo parte a tutti gli effetti del governo spagnolo e, conseguentemente, dell’Europa, si colloca in una zona molto periferica dello Stato che, per facilitarne e aumentarne lo sviluppo economico, gli ha concesso uno statuto speciale – il cosiddetto REF (Regime Economico e Fiscale delle Canarie) – che prevede un regime fiscale molto vantaggioso e una tassazione ridotta. Queste agevolazioni, ovviamente, richiamano l’attenzione di coloro che hanno la possibilità e la voglia di investire in un mercato, quello immobiliare, che da sempre garantisce ottimi frutti e una certa stabilità economica che poco dipende dalle oscillazioni quotidiane dei mercati finanziari.

QUALI SONO I MIGLIORI INVESTIMENTI IMMOBILIARI OFFERTI DALLE CANARIE

Le offerte immobiliari vantaggiose presenti sulle isole dell’arcipelago delle Canarie non si limitano esclusivamente alle zone turistiche tout court, infatti, anche le grandi città sono meta sempre più frequente di grandi e piccoli investitori attirati sia dagli immobili residenziali che da quelli destinati a future attività commerciali . La forma di investimento più diffusa è sicuramente l’affitto turistico – acquistare un appartamento per poi affittarlo – regolamentato da poche e semplici norme che, ovviamente, vanno rispettate per non infrangere le leggi spagnole:
• Innanzitutto, per gestire un affitto turistico bisogna possedere una specifica licenza.
• Successivamente, è importante sapere che l’affitto turistico prevede che la permanenza degli inquilini duri solo alcuni giorni, un paio di settimane o un mese, ma comunque mai più di tre mesi.


INVESTIMENTI IMMOBILIARI ALLE CANARIE: QUANTO E’ IMPORTANTE AVERE UNA BUONA ASSISTENZA FISCALE E CONTABILE

Nel momento in cui si decide di lanciarsi nel mercato immobiliare delle Canarie, magari con l’idea di far fruttare dei risparmi messi da parte dopo anni di lavoro, è importante rendersi conto che, in un campo del genere, non è opportuno affidarsi al fai da te. Infatti, dovendo affrontare problematiche di ordine fiscale e legale, la scelta migliore è quella di affidarsi a studi di assistenza specializzati nel settore, possibilmente con anni di esperienza alle spalle, che potranno consigliarci e guidarci in quello che potrebbe rivelarsi un vero e proprio business.
Questo è esattamente quello che fa CANARIE CONSULTING (per farsi un’idea il sito di riferimento è www.canarieconsulting.com), uno studio di consulenza e assistenza fiscale e contabile che, dal 2014, offre servizi personalizzati – e non standardizzati – a tutti coloro che vogliono investire nel campo immobiliare delle isole Canarie, siano essi privati in cerca di un immobile da far fruttare affittandolo oppure imprenditori desiderosi di investire in qualche attività commerciale.
Con le loro sedi situate a Las Palmas e Madrid – oltre che a Roma – i consulenti esperti di Canarie Consulting sono in grado, trovandosi sul posto e avendo studiato approfonditamente la zona e il suo mercato, di consigliare al meglio riguardo le potenzialità di un immobile piuttosto che di un altro e, aspetto molto importante per non incappare in eventuali truffe, approfondiscono la posizione del venditore per verificare che la sua società non sia a rischio fallimento.
Unita a ciò c’è un’approfondita conoscenza del regime economico e fiscale delle Canarie che garantisce precisione ed elevata professionalità, requisiti indispensabili quando si ha bisogno della consulenza e dell’assistenza adeguata per effettuare investimenti immobiliari, soprattutto all’estero.

Investire nel mercato immobiliare: comprare una casa a Capo Verde

Per investire nel mercato immobiliare, una buona soluzione può essere quella di comprare una casa a Capo Verde. Questo stato, composto da una serie di isole immerse nell’Oceano Atlantico al largo della costa senegalese, infatti, offre un regime fiscale vantaggioso per coloro che hanno intenzione di iniziarvi un business.

Perché comprare casa a Capo Verde

Sono sempre di più le persone che decidono di acquistare una casa a Capo Verde, dato soprattutto il basso costo attuale degli immobili.

Alcuni acquistano con lo scopo di affittare ai turisti, disposti a pagare somme di denaro ben più consistenti dei locali cittadini, altri, invece, lo fanno con l’obiettivo di rivendere l’immobile. Se è questo l’obiettivo finale dell’acquisto, il momento attuale può essere quello perfetto per concludere l’affare.

In questi anni recenti, infatti, il mercato immobiliare di Capo Verde sta crescendo rapidamente, il che significa che ora è possibile comprare immobili che, di qui a pochissimi anni, varranno molto di più.

Normative per l’acquisto di immobili a Capo Verde

A Capo Verde è in vigore la piena proprietà dell’immobile, il che significa che la proprietà acquistata diventa pienamente del compratore, che può decidere di rivenderla quando vuole o di affittarla. 

Anzi, gli investimenti immobiliari da parte degli italiani sono, nelle isole capoverdiane, regolati dalla legge numero 527 del 1999. L’esistenza di questa legge garantisce una particolare sicurezza a tutti i cittadini italiani che decidono di comprare casa a Capo Verde e li pone sotto una maggior tutela legale.

Prezzi e tasse a Capo Verde

I prezzi delle case a Capo Verde sono più che accessibili, anche se variano a seconda dell’isola e della zona dell’isola. Per esempio, si può acquistare una casa ampia e inserita in un residence con un investimento di 600 euro al metro quadro

Il prezzo dell’affitto, invece, è molto più basso: parte da un minimo di 150 euro al mese per gli appartamenti più piccoli; e aumenta per le case o le ville in riva all’oceano, che possono arrivare a costare anche 800 euro mensili. 

Oltre all’investimento iniziale legato all’immobile, chi desidera iniziare un business a Capo Verde deve sostenere alcune tassazioni. Si tratta, comunque, di tasse basse. Infatti, chi acquista l’immobile deve pagare anche il 4,5% del valore di questo, le imposte, le spese notarili e lo 0,5% del valore dell’immobile annualmente

Dove comprare casa a Capo Verde

Capo Verde offre diversi luoghi in cui vale la pena acquistare un immobile. Il sito più gettonato è quello di Boa Vista, isola meta di vacanze che dispone di appartamenti e case affacciate sulla spiaggia. 

Un’altra isola da non sottovalutare è Santiago, che è particolarmente amata dai turisti europei e dispone di ville in vendita e facilmente trasformabili in hotel. Un’altra località è Sal; quest’isola viene preferita da coloro che amano la natura incontaminata poiché ha un carattere selvaggio e desertico, ma dispone anche di hotel e resort cinque stelle e di un aeroporto internazionale, ben collegato all’Europa e agli Usa.

Gli errori da evitare per vendere casa

Se il vostro intento è quello di vendere un immobile di vostra proprietà, ma si ha timore di commettere errori perché non si è molto afferrati nel settore, abbiamo ideato una guida nella andremo ad illustrare alcuni piccoli sbagli da evitare per far sì che la trattativa vada a buon fine.

Bisogna però sottolineare che vendere casa non è un’impresa facile perché anche se si conoscono le leggi di mercato e si è studiato a fondo il settore immobiliare, basta una minima dimenticanza o errore per mandare tutto in aria.

Ecco perché supportati anche da consigli provenienti da aziende di settore come casa smart parma, riuscirete a vendere l’immobile in poco tempo mettendo in atto tutta una serie di piccoli accorgimenti per giungere alla meta.

Attenzione al prezzo di vendita 

Uno dei primi errori da evitare in assoluto riguarda il partire con un prezzo di vendita errato o non indicato in chiaro. Non si può assolutamente stabilire il valore di una casa senza tenere conto di alcuni parametri. Prima di tutto bisogna sapere con esattezza di quanti metri quadrati commerciali è composta, in aggiunta bisogna essere a conoscenza di quanto valgono gli immobili nella zona in cui si trova l’immobile.

Se si sbaglia il conteggio si va incontro a due problematiche:

  • stabilendo un valore troppo basso si svende il proprio immobile;
  • se viene fissato un prezzo maggiore rispetto alla quota di mercato sicuramente diventerà molto difficile se non impossibile vendere e concludere una qualsiasi trattativa.

In questo caso, la giusta soluzione sta nel non affidarsi a persone che non hanno competenze e né esperienze sul campo, anche se al giorno d’oggi a quanto pare neanche i periti del tribunale sanno con esattezza i prezzi di mercato.

La migliore soluzione che si possa considerare è quella di rivolgersi a coloro che trattano tutti i giorni con acquirenti.

Non fornire tutte le informazioni della casa

Non sono pochi coloro che cercano di vendere il proprio immobile omettendo delle informazioni importanti.

Se si vuol vendere si dovrà saper comunicare nel modo giusto fornendo al potenziale acquirente tutte le informazioni inerenti all’immobile.

Se la struttura non è soggetta alla conformità edilizia e catastale e l’informazione non è menzionata è chiaro che il compratore una volta appurato di fatto potrebbe far saltare la compravendita o peggio ancora ritrattare il prezzo, svalutando così l’immobile.

Vendere senza valorizzare l’immobile

Molti commettono l’errore di voler vendere un appartamento senza valorizzarlo a dovere.

Ciò significa che prima della messa in vendita, sarebbe opportuno riuscire a sistemare l’appartamento anche senza spendere cifre eccessive.

Non si può pensare minimamente di voler avviare un compromesso se per esempio le pareti non vengono imbiancate da più di 10 anni oppure le mattonelle del bagno si sono ingiallite.

Bisogna prima effettuare delle piccole ristrutturazioni e poi si potrà pensare di mostrare la casa ad un probabile interessato.

E’ stato appurato che in media si hanno 90 secondi per far innamorare una persona di una casa, se la scintilla non scocca sarà difficile venderla!

Il consiglio che noi possiamo offrire è soltanto uno: scegliere la persona giusta per concludere la trattativa nel minor tempo possibile e i risultati saranno visibili in poco tempo.

« Older posts

© 2021 La casa a 360 gradi

Theme by Anders NorenUp ↑