Negli ultimi anni in Italia è aumentata l’emergenza smog: nel 2018 nelle grandi città l’aria è irrespirabile a causa delle elevate concentrazioni di ozono e polveri sottili, facendo registrare una vera e propria emergenza.

Anche il rapporto di Legambiente presentato a fine gennaio, riporta che in 39 capoluoghi di provincia italiani si è superato anche il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili con la media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo.

Tra i primi posti vi sono tutte le città del Nord, per via delle condizioni climatiche che hanno riacceso l’emergenza nelle città dell’area del bacino padano.

Non a caso il settore dei trasporti e quello industriale sono stati soggetti a normative nazionali ed europee in termini di emissioni, mentre il settore del riscaldamento è andato a crescere verso fonti di energie rinnovabili con il passare dall’uso delle caldaie tradizionali a gasolio all’utilizzo di caldaie a metano e biomassa.

 

Perché puntare sull’utilizzo della caldaia a pellet

La particolarità delle caldaie a biomassa è che è possibile utilizzare qualsiasi tipo di prodotto legnoso: dalla legna, al pellet fino al cippato. Una volta che avviene la combustione, riconsegnano nell’atmosfera la stessa quantità di CO2 che l’arbusto aveva assorbito precedentemente e fissato sotto forma di carbonio organico.

Inoltre, la legna, dal momento che si ricava vicino agli utilizzatori, permette di ridurre le emissioni che riguardano il trasporto del combustibile.

Invece nel caso delle emissioni degli altri inquinanti, per limitare la diffusione è fondamentale che l’impianto sia di classe A e che il combustibile sia certificato, da aggiungere ad una valida progettazione, una manutenzione costante e una corretta sostituzione bruciatori pellet.

Senza dubbio il tipo di caldaia più efficiente è quella a pellet, dal momento che usa un combustibile dal contenuto idrico basso, in modo da favorire l’efficienza energetica con emissioni contenute.

Inoltre, studi recenti austro-finlandesi e svizzeri, utilizzando test di tossicità in vitro su cellule polmonari, hanno dimostrato che l’effetto di tossicità sulla salute del prodotto delle caldaie moderne a pellet è minimo dal momento che la mortalità cellulare che si è rilevata sui campioni con altre concentrazioni di PM da combustione del pellet, non hanno evidenziato differenze sostanziali rispetto ai campioni prelevati.

Sulla base anche delle norme europee inerenti l’impatto ambientale, i rendimenti che raggiungono le caldaie a pellet, superano il 94% e la qualità della combustione è più elevata grazie agli studi condotti sui bruciatori.

Bisogna inoltre tener conto dei recenti risparmi economici previsti dallo Stato e che vanno dal 20% al 50%, oltre ad avere una maggior efficienza al pari delle caldaie tradizionali.

Anche l’introduzione degli “Ecobonus del 55%” vogliono favorire l’installazione delle moderne caldaie dal momento che il 55% del costo della caldaia è pagato dalla Stato  sottoforma di detrazione fiscale IRPEF.

Utilizzare il pellet significa quindi dipendere meno da fonti fossili il che si traduce con un risparmio sulla bolletta per la maggior parte delle famiglie italiane.