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Arredare una casa nuova: 4 cose da non dimenticare

Quando arriva il momento di cambiare casa oppure si ristruttura la propria, ci sono alcune comodità che non devono mancare, Infatti è quasi inutile arredare le stanze della casa con mobili che appaiono molto belli alla prima occhiata ma che non hanno le funzionalità adeguate. Ecco una serie di consigli su come rendere l’ambiente più comodo e vivibile senza apportare troppi cambiamenti e gestire al meglio gli spazi disponibili..

Le 4 comodità immancabili per la vostra casa

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Tra le comodità che non possono assolutamente mancare in casa, una delle più importanti è quella delle zanzariere. Questi accorgimenti, naturali e atossici, evitano che zanzare ed altri insetti si introducano all’interno della casa, sia nel periodo estivo quando sono più frequenti che nelle altre stagioni dell’anno. Tra quelle disponibili sul mercato, quelle che vanno per la maggiore in questo momento sono quelle plissettate, che abbinano la facilità del montaggio con il limitato spazio occupato e soprattutto non cambiano minimamente l’aspetto estetico dell’ambiente nel quale vengono installate.

Il mercato mette a disposizione tantissimi modelli con diversi design tra i quali si possono effettuare delle scelte. Si parte da quelle a rullo per arrivare a quelle magnetiche e a battente. In alcuni casi le zanzariere sono anche rimovibili e possono essere smontate e utilizzate in varie posizioni oppure riposte sino al montaggio successivo. Quando si parla di zanzariere il consiglio generale è quello di rivolgersi sempre a fornitori specializzati nel settore, lasciando da parte quelli improvvisati.

Le zanzariere sono degli articoli che subiscono movimenti bruschi e anche possibili urti e se realizzati con materiali di scarsa qualità potrebbero avere un impiego non duraturo nel tempo, costringendo a nuove spese per manutenzione o sostituzione. Chi sceglie zanzariere di qualità ha invece la certezza di avere a disposizione degli articoli garantiti e in diversi casi rimborsabili.

Una comodità alla quale è bene non rinunciare è quella di una corretta illuminazione. In molte occasioni infatti può succedere di sforzare troppo i propri occhi quando si legge oppure si cuce. Specialmente durante le fasi di ristrutturazione si deve fare attenzione a disporre di una illuminazione efficiente, garantendo anche una uniformità cromatica grazie a lampade dello stesso colore. Le giuste fonti di luce aiutano le persone a vivere al meglio ogni ambiente della propria casa.

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Un altro consiglio da seguire è quello che riguarda la scelta dei mobili contenitori. In particolare si possono sfruttare al meglio gli spazi interni di pouf, letti e divani per la conservazione di vari articoli. Un esempio classico è quello dei letti contenitori, ideali per sistemare il “cambio di stagione” evitando in questo modo di portare in soffitta o in cantina degli elementi che invece è meglio tenere a portata di mano.

L’ultimo dei consigli, altrettanto importante come i precedenti, è relativo alla divisione degli spazi nei vari ambienti della casa. Quando non è possibile dividere le stanze che si hanno a disposizione, si possono posizionare dei divisori alternativi come i pannelli scorrevoli, le tende di velo oppure i paraventi. Con questi complementi di arredo si garantisce nello stesso tempo la necessaria privacy e si creano degli ambienti delimitati laddove non ne esistono, Una soluzione che va molto bene anche quando si deve realizzare uno spazio destinato ai nostri hobby.

Poltrona sacco: l’evoluzione di un’icona italiana di stile

Pouf! è un uomo stanco che torna da lavoro e si getta sulla sua poltrona sacco per una coccola di fine giornata! Pouf! è un bambino che si diverte a fare tuffi in attesa di tornare al mare ma è anche la sua mamma che ha finito le sue faccende domestiche e vuole leggere un bel libro!

La poltrona sacco, conosciuta anche come pouf per il suono che emette nel momento in cui un corpo vi si poggia sopra sgonfiandolo, è un oggetto di design con una storia affascinante alle spalle. Nata in Italia come oggetto d’arredo innovativo, una seduta rivoluzionaria, oggi è un’icona di stile italiano adorata in tutto il mondo. Sono diventati un vero e proprio elemento di design per interni e per esterni. Vediamo perché.

Poltrona sacco: una storia di amore italiana tra design ed ergonomia

Classe 1968, la poltrona sacco nasce da un’idea di tre architetti allora sconosciuti, Cesare Paolini, Franco Teodoro e Piero Gatti. Desiderosi di dar vita ad un oggetto d’arredo funzionale, ergonomico, cominciano a studiare il modo in cui realizzare una seduta rivoluzionaria che sposasse i nuovi stili di vita informali e anticonformisti. Un oggetto d’arredo confortevole e versatile, capace allo stesso tempo di arredare con stile qualsiasi ambiente – dal salotto di casa, all’ufficio, alla hall di un hotel, alle sale congressi ma anche gli spazi esterni.

Con in mente il classico sacco di juta riempito di foglie o di altri materiali neutri usato dai contadini come materasso, un oggetto con la funzione di accogliere il corpo, cominciano a fare i primi esperimenti per realizzare questo che loro definirono inizialmente “sedile sacco”, dato di una poltrona non aveva proprio nulla: né la struttura (la poltrona a sacco è destrutturata per natura, senza schienale e senza piedi) né le sembianze.

La poltrona sacco, dal prototipo del “sedile sacco” al suo successo internazionale

Il prototipo del pouf a sacco fu un contenitore in tessuto a forma di sacco riempito con palline di polistirolo espanso, un materiale che dava l’idea della leggerezza. Per il rivestimento inizialmente pensarono ad un sacco in materiale plastico che, essendo trasparente, fosse capace di trasmettere l’idea di trasparenza e leggerezza. E perché fosse facilmente trasportabile da un posto all’altro, decisero di dotarla di un maniglione.

Il risultato fu una seduta leggera, versatile ed ergonomica accattivante. La poltrona a sacco non era solo bella da vedere, non era solo funzionale… era multifunzionale! Nella sua flessibilità era capace di adattarsi alle più disparate situazioni e ai più disparati comportamenti, conformandosi all’uomo, al suo corpo e ai suoi bisogni, e non il contrario.

I tre architetti erano riusciti a creare una sedia-nonsedia, un oggetto che era utile non solo per sedersi ma anche come poggiapiedi, come tavolino, come letto a seconda dell’utilizzo che se ne volesse fare. Infatti si trattava di un oggetto capace di assumere una forma che si modellava sul corpo per semplice inerzia.

Presentata per la prima volta ad un’azienda chimica nazionale che la bocciò, l’idea fu poi proposta dai tre architetti all’azienda Zanotta, fu sottoposta a circa 6 mesi di prototipazione, e nel 1969 atterrò alla fiera dell’arredamento di Parigi e venne presentata al pubblico! Fu l’inizio di un successo senza fine, tant’è che ancora oggi, dopo 50 anni ne parliamo!

Apprezzata da tutto il mondo, da allora la sua forma-nonforma non è più cambiata: una sorta di sacco con maniglione con un’apertura a cerniera alla base che protegge un secondo sacco interno, più leggero, che contiene le palline di polistirolo.

Poltrona a sacco: un oggetto d’arte e un sacco di premi

Un prodotto industriale che è diventato un oggetto d’arte pluripremiato nei suoi 50 anni di vita. Esposto in diversi musei nel mondo (dal Museum of Modern Art di New York al Triennale Design Museum di Milano), il sedile sacco ha ricevuto nel 1970 e nel 2020 il Premio Compasso d’Oro (un riconoscimento che viene dato a quei prodotti che hanno fatto e continuano a fare la storia del design) e il Premio BIO 5 a Ljubljana nel 1973.

Materiali di rivestimento e di imbottitura

Anche nei materiali di rivestimento e di imbottitura della poltrona pouf c’è stata un’evoluzione nel corso degli anni. Numerosi sono ad oggi i materiali di rivestimento usati dalle aziende produttrici, quali Zanotta e Creativando, per realizzare articoli ergonomici, esteticamente accattivanti e che siano adatti all’utilizzo per interni o per esterni a cui il pouf. A seconda dell’ambiente a cui il pouf è destinato vengono quindi usati materiali idrorepellenti, impermeabili, eleganti o meno. Tra questi materiali di rivestimento ritroviamo:

  • Ecopelle
  • Nylon o pvc
  • Cotone
  • Canvas
  • Corda

Non meno importanti i materiali di imbottitura dato che da loro deriva il sostegno che si offre al corpo, la morbidezza e la leggerezza della poltrona. I materiali di riempimento oggi usati sono:

  • Aria
  • Palline EPS
  • Palline EPP
  • Memory Foam
  • Materiali naturali come riso, ceci, lenticchie.

Meglio scegliere il parquet o il gres? Ecco come prendere la decisione giusta

Questa domanda è una delle più comuni quando ci si trova di fronte all’esigenza di cambiare il pavimento. Nella ristrutturazione delle abitazioni private la scelta del pavimento è fondamentale ma va subito specificato che questa deve essere fatta tenendo conto di una serie di parametri. Non esiste, infatti, la soluzione migliore, ma è necessario tenere conto delle esigenze specifiche di chi quel pavimento dovrà utilizzarlo.

Vediamo quali sono le caratteristiche di questi due materiali e quindi quando e come sceglierli per il proprio pavimento.

Caratteristiche del legno

Scegliere il legno significa optare per un materiale naturale morbido, ossia soggetto ad essere segnato facilmente se non si fa attenzione. Questo porta molte persone a preferire una soluzione più pratica, che non si graffia facilmente, come ad esempio il gres porcellanato, più resistente ai segni del tempo. Tuttavia, proprio tenendo conto del fatto che la scelta del pavimento è molto personale, ci possono essere persone che non si preoccupano di graffi e piccoli segni che danno al pavimento un’aria vissuta, perfetta soprattutto quando si opta per particolari stili d’arredo, come l’etnico, lo shabby chic o altro.

Un importante aspetto da prendere in considerazione è che le moderne tendenze per la pavimentazione di ambienti privati prevede una certa continuità su tutto l’appartamento. A differenza del passato, in cui ogni stanza veniva pavimentata in maniera differente a seconda degli usi e destinazioni, oggi si preferisce optare per una soluzione unica e omogenea, anche negli ambienti “tecnici”, come la cucina e il bagno. Naturalmente ancora una volta si tratta di una scelta personale: il parquet in cucina e in bagno richiede infatti di attenzioni ancora maggiori rispetto alle altre stanze, anche se i parquet moderni sono molto più resistenti di una volta.

Quando si è indecisi tra due materiali come il parquet e il gres si potrà allora decidere di alternare i due materiali, utilizzando il gres per cucina e bagno e il parquet per le altre stanze.

La verifica delle schede tecniche

Prima di procedere alla scelta e quindi all’acquisto, è utile verificare le schede tecniche dei prodotti selezionati, in modo da verificare con precisione le modalità di pulizia e manutenzione che possono risultare diverse da parquet a parquet nonché da gres a gres. Alcuni elementi sono sicuramente comuni a parità di materiale: ad esempio nel caso del parquet bisogna evitare di utilizzare troppa acqua durante il lavaggio e optare per prodotti detergenti specifici. Per quanto riguarda il gres porcellanato, invece, si tratta di un materiale di più semplice pulizia e manutenzione.

La scelta del pavimento dipende molto anche dalla tipologia di uso e, quindi, di quale potrà esserne il consumo. Il pavimento di una casa in cui sono spesso organizzate cene o pranzi con amici e parenti, è sicuramente più a rischio graffi rispetto a quello di una casa che viene vissuta solo da uno o due inquilini. Ugualmente, se la casa è vissuta da bambini, il rischio di graffi è ulteriormente elevato: giocattoli che cadono, inseguimenti, utilizzo di macchine o altri giochi che vengono trascinati a terra causeranno inevitabilmente graffi e segni su un pavimento delicato come quello in parquet. In questi contesti è sicuramente molto più adatta una soluzione in gres porcellanato.

Una scelta complessa

Si può facilmente comprendere che, come accennato in apertura, scegliere il pavimento migliore è praticamente impossibile: prima di procedere all’acquisto è quindi necessario valutare non solo il gusto personale, ma la funzionalità e le modalità di utilizzo del pavimento stesso. E chi non vuole rinunciare al legno ma allo stesso tempo non vuole rischiare un pavimento troppo graffiato, può scegliere tra le innovative proposte di gres porcellanato effetto legno, in grado di replicare il calore del materiale naturale ma conservando la praticità del gres.

Come scegliere il materasso più adatto a te

Uno degli elementi basilari per la salute ed il benessere è dormire su un materasso di alta qualità, capace di offrirti tutte le prestazioni di sostegno e comfort di cui hai bisogno. Un materasso non deve essere soltanto comodo, e soprattutto non esiste il materasso perfetto a prescindere, ma soltanto quello che meglio si adatta alle tue caratteristiche: peso, corporatura, abitudini notturne nel rigirarti, posizione preferita per dormire.

Per questi motivi può risultare molto illuminante fare un test online per individuare il materasso più adatto come quello che propone il sito Bed&Well, specializzato nella vendita materassi online ma anche in negozio e che nei suoi store offre consulenze mirate e personalizzate a ciascun cliente.

Ciò che conta, per chi vende materassi, non è convincerti ad acquistare, ma consigliarti tra tante proposte disponibili e tutte diverse per individuare quella più idonea a soddisfare le tue esigenze e in grado di regalarti notti di riposo rigenerante ed assoluto.

Scegli il materasso secondo le tue caratteristiche

Prima di acquistare il materasso è dunque essenziale fare il punto sulle tue abitudini di sonno notturno. Dormi sulla schiena, in posizione supina, oppure preferisci stare sdraiato in posizione prona, sullo stomaco? Oppure ancora dormi di lato? Chiediti poi se sei solito rigirarti spesso e cambiare posizione durante la notte. Se ti muovi molto, una buona soluzione è quella di un materasso medio-rigido, perché ti offre un supporto migliore e contrariamente a quanto si crede allevia meglio i punti di pressione che si generano nelle diverse posizioni.

Se invece preferisci dormire sul fianco, un materasso più morbido ti darà maggiore accoglienza specie nella zona delle spalle e del bacino. In ogni caso, se al risveglio senti le articolazioni irrigidite o i muscoli intorpiditi, o peggio ancora hai mal di schiena, non stai dormendo sul materasso giusto perché non stai favorendo il più corretto allineamento della colonna vertebrale. Probabilmente sei cambiato tu, o forse è il materasso stesso ad essersi deformato perché ormai datato. Per ovviare a questi inconvenienti sono tre le strade principali che puoi percorrere, come le principali categorie di materassi oggi in commercio.

I diversi tipi di materasso

Fino a qualche decina di anni fa il mercato offriva solo i materassi a molle (è inutile andare troppo indietro nel tempo, oggi i materassi imbottiti in lana in pratica non esistono più!) ma questa tipologia presentava alcuni inconvenienti che sono poi stati risolti dalle evoluzioni della tecnologia e della ricerca.

 I materassi a molle indipendenti

La più longeva tipologia di materassi a molle è quella definita di tipo Bonnell: un sistema di molle interconnesse tra loro che pur offrendo ottima resistenza e solidità tende a generare fastidiosi cigolii ed a far avvertire la sua “presenza” lungo la schiena di chi è sdraiato sul materasso. L’evoluzione principale in questo settore è stata rappresentata dai materassi a molle indipendenti e insacchettate singolarmente.

Ciascuna molla è racchiusa in un sacchetto in fibra anallergica e ciò evita l’attrito tra esse, e tutte sono indipendenti dalle altre; vengono così eliminati sia i fastidiosi rumori di metallo contro metallo, sia il rischio di usura dato dallo sfregamento. Ciò consente anche di creare specifiche zone di maggiore sostegno e portanza laddove è più necessario, ad esempio all’altezza del bacino, concentrando lì un numero superiore di molle, che in totale va da circa 800 per i materassi più economici fino a 1600 per quelli di qualità più elevata e di maggiore rigidità.

I materassi in schiuma o memory foam

I materassi realizzati in schiuma o materiali schiumati sono generalmente morbidi, e tendono ad avvolgere ed accogliere il corpo, rivelandosi indicati per chi non abbia particolari problemi posturali ed allo stesso tempo ami sentirsi “abbracciato” dal materasso.
Molto più evoluti, ed esponenti di una tecnologia molto più avanzata, sono invece i materassi in memory foam, uno speciale materiale che come suggerisce il nome stesso ha la caratteristica di “memorizzare” le forme del corpo deformandosi per effetto della pressione e del calore corporeo fino a raggiungere una forma stabile e dall’eccellente sostegno.

Ci sono diversi strati a comporre questi tipo di materassi, ciascuno con una specifica funzione, e mentre la comune schiuma ha dei costi decisamente accessibili, il memory foam tende ad essere molto più caro perché è lavorato con processi che favoriscono, oltre al sostegno, anche la migliore traspirazione. Tra i suoi vantaggi c’è anche la mancata necessità di capovolgere periodicamente il materasso, in quanto sono studiati per essere utilizzati su un solo lato.

I materassi in lattice

Quando si parla di materassi in lattice va fatta una chiara distinzione: esiste un lattice sintetico, le cui proprietà non sono eccellenti e che tende a deteriorarsi facilmente col tempo, e che va bene per un materasso usato poco spesso come quelli dei divani letto o per un uso periodico nel caso si disponga di un letto a scomparsa per un ospite improvviso; c’è poi il lattice naturale, anche se non può esistere un materasso al 100% in questo materiale (ricavato dalla resina prodotta dall’albero della gomma) perché serve sempre una certa percentuale di composti aggreganti.

Possiamo dire che un materasso in lattice di buona qualità contiene almeno l’80% di materiale naturale, e ciò che lo rende preferibile è la sua comodità combinata con eccellenti proprietà termiche, perché non trattiene il calore né l’umidità. Inoltre, il lattice essendo naturale è il materiale più indicato per i soggetti sensibili in quanto è totalmente anallergico e offre un ambiente ostile alla proliferazione di muffe, batteri o dei temuti acari della polvere.

I materassi ibridi

Esiste anche una quarta categoria in realtà, costituita dai cosiddetti materassi ibridi che abbinano ad una struttura a molle, che favorisce ancor più l’aerazione ed evita quindi il ristagno dell’umidità generata durante la notte, uno strato superiore a contatto con il corpo e di spessore di almeno 5/7 cm in memory foam. Tale altezza è il minimo sindacale perché il memory possa esercitare i suoi benefici effetti, e il tutto combina alla perfezione le migliori caratteristiche delle due tipologie offrendo esperienze di riposo senza pari.

Consigli finali sulla scelta del materasso

Soffermati attentamente su tutti i parametri che abbiamo elencato fino ad ora, e poi valuta quanto sei disposto a spendere per il tuo materasso. Sui siti specializzati per la vendita di materassi online puoi trovare prezzi che vanno da 100 € fino a 2000 € ed oltre, ed è inutile stare a sottolineare che la differenza in termini di resa è evidente.

Non farti spaventare da un prezzo troppo alto se devi prenderti cura della tua schiena e del tuo benessere, perché un materasso di buona qualità è un investimento a lungo termine che fai a vantaggio della tua salute. Puoi tra l’altro usufruire di tante agevolazioni, come ad esempio l’acquisto con pagamento dilazionato in piccole rate (ormai lo offrono tutti!) che non vanno ad incidere in maniera determinante sul bilancio familiare del mese, senza tralasciare che i materassi classificati come Dispositivi Medici beneficiano della detrazione IRPEF pari al 19%.

Se per esempio spendi 1500 €, potrai inserire tale spesa tra quelle di tipo sanitario con la relativa documentazione di acquisto (fattura o scontrino che descrivano il prodotto, e riportante il tuo codice fiscale) nella dichiarazione dei redditi e dopo pochi mesi otterrai un rimborso di 285 €.

Un altro importante consiglio è fare affidamento sulle recensioni certificate che puoi trovare in rete: leggere le opinioni di chi ha già provato quel tipo di materasso ti aiuterà a schiarirti ancora meglio le idee. Per finire, se acquisti il solo materasso mantenendo la tua vecchia rete valuta molto attentamente le corrette misure di quest’ultima: in genere la larghezza per un letto matrimoniale è standard e pari a 160 cm, ma la lunghezza può variare da 190 fino a 200 cm, e queste sono informazioni determinanti in fase di acquisto.

Tende shabby chic, colori e tessuti per quelle da cucina

Il mercato dell’arredamento è in fermento e ogni anno sono tantissimi gli stili che ciclicamente tornano e popolano le pagine delle riviste di design specializzate: se sulle pagine patinate si trova un forte ritorno dello stile minimalista e ultramoderno, nelle case degli italiani si va invece a cercare calore, comfort e uno stile che ha un tocco vintage. Stiamo parlando dello stile Shabby Chic che con una storicità alle spalle ha conquistato prima i casali di campagna e poi anche chi abita in città con opportune modifiche. A rendere una casa shabby chic ci pensano i tessili; le tende ad esempio sono un elemento decorativo che può aiutare rapidamente ad entrare in questo stile. Se stai cercando suggerimenti per le tende shabby chic o per altri elementi d’arredo per la tua casa visita il sito www.tendenzeshabbychic.it. 

Stile Shabby Chic: perché sceglierlo per la tua casa

Tra gli stili più amati e condivisi sui social in questi anni c’è quello Shabby Chic: con l’unione di elementi vintage e used a quelli più ricercati si crea un mix and match dai tocchi romantici che funziona molto bene nelle case italiane. Portando freschezza ed eleganza ma anche un tocco nostalgico, lo stile Shabby Chic è perfetto per la tua casa se ami l’atmosfera delle case di campagna inglesi o se prediligi lo stile provenzale. Tessuti naturali, sfumature pastello ed elementi vintage originali o inspired insieme ai fiori la fanno da padrone in questo stile d’arredamento che piace proprio a tutti.

Tende Shabby Chic: quali colori e tessuti scegliere

Le tende shabby chic diventano un elemento d’arredo incredibilmente interessante che può davvero rivoluzionare una stanza; perfette in salotto, camera da letto o cucina si distinguono con diversi dettagli, colori e tessuti per assecondare i gusti e le esigenze di tutti. Per ambienti luminosi e in cui compare soprattutto il bianco le tende possono essere scelte in versione total white o ancor meglio con stampe floreali all over; i ricami fatti preferibilmente a mano richiamano il tema e possono scegliere i colori pastello di altre decorazioni ed elementi d’arredo presenti nella stanza. Partiamo dalla scelta dei colori? Il bianco è senza dubbio il colore principe dello stile Shabby Chic associato poi anche al tortora, al grigio e al beige ma non è tutto ovviamente: questa tendenza prevede anche molte colorazioni pastello come il lavanda, il verde salvia, il rosa e il celeste che possono creare un ottimo contrasto. Per quanto riguarda i tessuti invece cerca di prediligere quelli naturali come il cotone, il lino o la seta ma è consentito se cerchi di risparmiare anche scegliere raso, viscosa e poliestere. Sì anche a dettagli ricamati come pizzi e merletti o decori all’uncinetto; questi soprattutto si prestano nelle cucine e nei salotti. Attenzione anche alla tipologia di tenda: quelle lunghe fino al pavimento sono consigliate solo dove c’è una porta balcone, altrimenti meglio prediligere modelli corti. Il tendone solo in salone e camera da letto, per la cucina meglio optare per qualcosa a pacchetto, a palloncino o con arricciatura.

Cucina Shabby Chic: come trasformarla

Come creare un ambiente romantico in cucina trasformandola con l’arredamento shabby chic? La cucina in questo stile fa tornare bambini e risveglia ricordi preziosi, per arredare la tua cucina in stile shabby chic devi tenere fede alla palette cromatica precedentemente segnalata ma è importante anche scegliere con cura lo stile dei mobili che deve essere country, vintage o almeno inspired: riuscire a trovare elementi d’arredo retrò può fare la differenza ma in alternativa puoi anche solo pensare di ridipingere i mobili della tua cucina e giocare con gli accessori che puoi trovare sul sito che ti abbiamo segnalato: in questo modo trasformerai la cucina senza spendere troppo.

Lampade da tavolo Tiffany: ecco dove trovarle

Quando si deve arredare la propria casa, o semplicemente si ha voglia di cambiare lo stile, bisogna far attenzione a scegliere dei complementi d’arredo che siano in armonia tra loro: si potrebbe puntare su degli oggetti evergreen in grado di donare classe ed eleganza all’ambiente in cui verranno collocati.

Tra questi, indubbiamente le lampade da tavolo Tiffany, sono adatte allo scopo.

Ovviamente, bisogna far attenzione quando si decide di acquistare questi articoli; ecco perché bisogna rivolgersi a portali certificati come Tiffany Sicuro dove troverai tutte le informazioni utili su dove trovare la lampada dei tuoi sogni.

Cos’è lo stile Tiffany

Forse non tutti sanno che lo stile Tiffany deve il suo nome a Louis Comfort Tiffany, importante esponente dell’Art Nouveau.

Detto questo, partiamo con una precisazione importante: quando parliamo di stile Tiffany, non ci riferiamo, come spesso capita, a un preciso movimento artistico.

Ad esempio, l’Art Nouveau è una corrente artistica che prevede l’uso di temi floreali e forme molto decorate, tante opere sono state costruite in Stile Art Nouveau, perciò dire che una lampada ha questo stile è più che sensato.

Allo stesso tempo, dire che una lampada in plastica è realizzata secondo lo “stile Tiffany”, è sbagliato e ora vi spiegheremo il perché.

Lo stile Tiffany è, infatti, una tecnica di costruzione con precise caratteristiche, come l’utilizzo del vetro, il suo assemblaggio in mosaici, al fine di creare disegni geometrici o floreali, e il grande lavoro che c’è dietro la costruzione di queste bellissime lampade che si collocano perfettamente all’interno di un arredamento moderno o classico.

L’affidabilità di Tiffany Sicuro

Lo staff di Tiffany Sicuro tiene molto a far sì che chiunque voglia acquistare una lampada in stile Tiffany non si faccia abbindolare da false definizioni.

Inoltre, percepiscono quasi un imperativo morale: quello di insegnare ai lettori a diffidare dalle lampade in plastica o madreperla, che molti pseudo-produttori spacciano per “vere lampade Tiffany”.

Potresti non essere convinto delle loro opinioni, ecco perché sul loro portale vi sono degli articoli nel quale ti forniscono alcune prove delle loro asserzioni, provenienti da fonti diverse per dimostrare che il loro è un pensiero condiviso anche dalle massime autorità in merito.

Hanno cercato, infatti , la definizione di “lampada in stile Tiffany” su siti web autorevoli, riportando ciò che hanno ricavato.

Ecco, quindi, che cosa ne è emerso:

  • nella pagina inglese di Wikipedia, in riferimento allo “stile Tiffany”, questo viene definito in maniera chiara e precisa, come il processo costruttivo delle suddette lampade, senza alcun riferimento a presunti movimenti artistici;
  • in una guida scritta da un noto venditore, esperto di lampade Tiffany negli Stati Uniti, si riporta invece una definizione del “Tiffany Stile” molto precisa e accurata;
  • tramite una guida presente su eBay, uno dei più importanti produttori al mondo di Lampade Tiffany, ci spiega molto bene la reale differenza tra una lampada Tiffany Originale e una ricreazione di Lampade Tiffany.

Ma, al di là delle opinioni dei principali esperti, esiste una variabile importante di cui tener conto: la qualità dei vetri, del lume e della lampada in generale, questi sono fattori che potrai analizzare solo tu, toccando i vetri e verificandone l’effettiva qualità.

Lampada da tavolo Tiffany: dove trovarla

Se ti sei convinto e vuoi comprare la tua  lampada da tavolo Tiffany, ecco alcuni consigli utili.

La prima cosa che potresti fare è recarti in un negozio fisico per acquistarla; purtroppo, in Italia i rivenditori fisici di lampade in stile Tiffany sono davvero molto rari.

A questo punto, non ti resta che fare i tuoi acquisti sul web; purtroppo, come abbiamo detto finora, internet è pieno di persone che possono trarti in inganno per l’acquisto ecco che puoi contare su Tiffany Sicuro dove trovare non solo il tuo modello preferito ma anche una garanzia di spedizione e reso gratuiti che dura fino a 30 giorni,

In questo modo potrai provare le lampade Tiffany nella comodità di casa tua e, se non sei convinto, le restituisci, ricevendo indietro l’intera somma che hai pagato.

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