Pouf! è un uomo stanco che torna da lavoro e si getta sulla sua poltrona sacco per una coccola di fine giornata! Pouf! è un bambino che si diverte a fare tuffi in attesa di tornare al mare ma è anche la sua mamma che ha finito le sue faccende domestiche e vuole leggere un bel libro!

La poltrona sacco, conosciuta anche come pouf per il suono che emette nel momento in cui un corpo vi si poggia sopra sgonfiandolo, è un oggetto di design con una storia affascinante alle spalle. Nata in Italia come oggetto d’arredo innovativo, una seduta rivoluzionaria, oggi è un’icona di stile italiano adorata in tutto il mondo. Sono diventati un vero e proprio elemento di design per interni e per esterni. Vediamo perché.

Poltrona sacco: una storia di amore italiana tra design ed ergonomia

Classe 1968, la poltrona sacco nasce da un’idea di tre architetti allora sconosciuti, Cesare Paolini, Franco Teodoro e Piero Gatti. Desiderosi di dar vita ad un oggetto d’arredo funzionale, ergonomico, cominciano a studiare il modo in cui realizzare una seduta rivoluzionaria che sposasse i nuovi stili di vita informali e anticonformisti. Un oggetto d’arredo confortevole e versatile, capace allo stesso tempo di arredare con stile qualsiasi ambiente – dal salotto di casa, all’ufficio, alla hall di un hotel, alle sale congressi ma anche gli spazi esterni.

Con in mente il classico sacco di juta riempito di foglie o di altri materiali neutri usato dai contadini come materasso, un oggetto con la funzione di accogliere il corpo, cominciano a fare i primi esperimenti per realizzare questo che loro definirono inizialmente “sedile sacco”, dato di una poltrona non aveva proprio nulla: né la struttura (la poltrona a sacco è destrutturata per natura, senza schienale e senza piedi) né le sembianze.

La poltrona sacco, dal prototipo del “sedile sacco” al suo successo internazionale

Il prototipo del pouf a sacco fu un contenitore in tessuto a forma di sacco riempito con palline di polistirolo espanso, un materiale che dava l’idea della leggerezza. Per il rivestimento inizialmente pensarono ad un sacco in materiale plastico che, essendo trasparente, fosse capace di trasmettere l’idea di trasparenza e leggerezza. E perché fosse facilmente trasportabile da un posto all’altro, decisero di dotarla di un maniglione.

Il risultato fu una seduta leggera, versatile ed ergonomica accattivante. La poltrona a sacco non era solo bella da vedere, non era solo funzionale… era multifunzionale! Nella sua flessibilità era capace di adattarsi alle più disparate situazioni e ai più disparati comportamenti, conformandosi all’uomo, al suo corpo e ai suoi bisogni, e non il contrario.

I tre architetti erano riusciti a creare una sedia-nonsedia, un oggetto che era utile non solo per sedersi ma anche come poggiapiedi, come tavolino, come letto a seconda dell’utilizzo che se ne volesse fare. Infatti si trattava di un oggetto capace di assumere una forma che si modellava sul corpo per semplice inerzia.

Presentata per la prima volta ad un’azienda chimica nazionale che la bocciò, l’idea fu poi proposta dai tre architetti all’azienda Zanotta, fu sottoposta a circa 6 mesi di prototipazione, e nel 1969 atterrò alla fiera dell’arredamento di Parigi e venne presentata al pubblico! Fu l’inizio di un successo senza fine, tant’è che ancora oggi, dopo 50 anni ne parliamo!

Apprezzata da tutto il mondo, da allora la sua forma-nonforma non è più cambiata: una sorta di sacco con maniglione con un’apertura a cerniera alla base che protegge un secondo sacco interno, più leggero, che contiene le palline di polistirolo.

Poltrona a sacco: un oggetto d’arte e un sacco di premi

Un prodotto industriale che è diventato un oggetto d’arte pluripremiato nei suoi 50 anni di vita. Esposto in diversi musei nel mondo (dal Museum of Modern Art di New York al Triennale Design Museum di Milano), il sedile sacco ha ricevuto nel 1970 e nel 2020 il Premio Compasso d’Oro (un riconoscimento che viene dato a quei prodotti che hanno fatto e continuano a fare la storia del design) e il Premio BIO 5 a Ljubljana nel 1973.

Materiali di rivestimento e di imbottitura

Anche nei materiali di rivestimento e di imbottitura della poltrona pouf c’è stata un’evoluzione nel corso degli anni. Numerosi sono ad oggi i materiali di rivestimento usati dalle aziende produttrici, quali Zanotta e Creativando, per realizzare articoli ergonomici, esteticamente accattivanti e che siano adatti all’utilizzo per interni o per esterni a cui il pouf. A seconda dell’ambiente a cui il pouf è destinato vengono quindi usati materiali idrorepellenti, impermeabili, eleganti o meno. Tra questi materiali di rivestimento ritroviamo:

  • Ecopelle
  • Nylon o pvc
  • Cotone
  • Canvas
  • Corda

Non meno importanti i materiali di imbottitura dato che da loro deriva il sostegno che si offre al corpo, la morbidezza e la leggerezza della poltrona. I materiali di riempimento oggi usati sono:

  • Aria
  • Palline EPS
  • Palline EPP
  • Memory Foam
  • Materiali naturali come riso, ceci, lenticchie.