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Tende shabby chic, colori e tessuti per quelle da cucina

Il mercato dell’arredamento è in fermento e ogni anno sono tantissimi gli stili che ciclicamente tornano e popolano le pagine delle riviste di design specializzate: se sulle pagine patinate si trova un forte ritorno dello stile minimalista e ultramoderno, nelle case degli italiani si va invece a cercare calore, comfort e uno stile che ha un tocco vintage. Stiamo parlando dello stile Shabby Chic che con una storicità alle spalle ha conquistato prima i casali di campagna e poi anche chi abita in città con opportune modifiche. A rendere una casa shabby chic ci pensano i tessili; le tende ad esempio sono un elemento decorativo che può aiutare rapidamente ad entrare in questo stile. Se stai cercando suggerimenti per le tende shabby chic o per altri elementi d’arredo per la tua casa visita il sito www.tendenzeshabbychic.it. 

Stile Shabby Chic: perché sceglierlo per la tua casa

Tra gli stili più amati e condivisi sui social in questi anni c’è quello Shabby Chic: con l’unione di elementi vintage e used a quelli più ricercati si crea un mix and match dai tocchi romantici che funziona molto bene nelle case italiane. Portando freschezza ed eleganza ma anche un tocco nostalgico, lo stile Shabby Chic è perfetto per la tua casa se ami l’atmosfera delle case di campagna inglesi o se prediligi lo stile provenzale. Tessuti naturali, sfumature pastello ed elementi vintage originali o inspired insieme ai fiori la fanno da padrone in questo stile d’arredamento che piace proprio a tutti.

Tende Shabby Chic: quali colori e tessuti scegliere

Le tende shabby chic diventano un elemento d’arredo incredibilmente interessante che può davvero rivoluzionare una stanza; perfette in salotto, camera da letto o cucina si distinguono con diversi dettagli, colori e tessuti per assecondare i gusti e le esigenze di tutti. Per ambienti luminosi e in cui compare soprattutto il bianco le tende possono essere scelte in versione total white o ancor meglio con stampe floreali all over; i ricami fatti preferibilmente a mano richiamano il tema e possono scegliere i colori pastello di altre decorazioni ed elementi d’arredo presenti nella stanza. Partiamo dalla scelta dei colori? Il bianco è senza dubbio il colore principe dello stile Shabby Chic associato poi anche al tortora, al grigio e al beige ma non è tutto ovviamente: questa tendenza prevede anche molte colorazioni pastello come il lavanda, il verde salvia, il rosa e il celeste che possono creare un ottimo contrasto. Per quanto riguarda i tessuti invece cerca di prediligere quelli naturali come il cotone, il lino o la seta ma è consentito se cerchi di risparmiare anche scegliere raso, viscosa e poliestere. Sì anche a dettagli ricamati come pizzi e merletti o decori all’uncinetto; questi soprattutto si prestano nelle cucine e nei salotti. Attenzione anche alla tipologia di tenda: quelle lunghe fino al pavimento sono consigliate solo dove c’è una porta balcone, altrimenti meglio prediligere modelli corti. Il tendone solo in salone e camera da letto, per la cucina meglio optare per qualcosa a pacchetto, a palloncino o con arricciatura.

Cucina Shabby Chic: come trasformarla

Come creare un ambiente romantico in cucina trasformandola con l’arredamento shabby chic? La cucina in questo stile fa tornare bambini e risveglia ricordi preziosi, per arredare la tua cucina in stile shabby chic devi tenere fede alla palette cromatica precedentemente segnalata ma è importante anche scegliere con cura lo stile dei mobili che deve essere country, vintage o almeno inspired: riuscire a trovare elementi d’arredo retrò può fare la differenza ma in alternativa puoi anche solo pensare di ridipingere i mobili della tua cucina e giocare con gli accessori che puoi trovare sul sito che ti abbiamo segnalato: in questo modo trasformerai la cucina senza spendere troppo.

Lampade da tavolo Tiffany: ecco dove trovarle

Quando si deve arredare la propria casa, o semplicemente si ha voglia di cambiare lo stile, bisogna far attenzione a scegliere dei complementi d’arredo che siano in armonia tra loro: si potrebbe puntare su degli oggetti evergreen in grado di donare classe ed eleganza all’ambiente in cui verranno collocati.

Tra questi, indubbiamente le lampade da tavolo Tiffany, sono adatte allo scopo.

Ovviamente, bisogna far attenzione quando si decide di acquistare questi articoli; ecco perché bisogna rivolgersi a portali certificati come Tiffany Sicuro dove troverai tutte le informazioni utili su dove trovare la lampada dei tuoi sogni.

Cos’è lo stile Tiffany

Forse non tutti sanno che lo stile Tiffany deve il suo nome a Louis Comfort Tiffany, importante esponente dell’Art Nouveau.

Detto questo, partiamo con una precisazione importante: quando parliamo di stile Tiffany, non ci riferiamo, come spesso capita, a un preciso movimento artistico.

Ad esempio, l’Art Nouveau è una corrente artistica che prevede l’uso di temi floreali e forme molto decorate, tante opere sono state costruite in Stile Art Nouveau, perciò dire che una lampada ha questo stile è più che sensato.

Allo stesso tempo, dire che una lampada in plastica è realizzata secondo lo “stile Tiffany”, è sbagliato e ora vi spiegheremo il perché.

Lo stile Tiffany è, infatti, una tecnica di costruzione con precise caratteristiche, come l’utilizzo del vetro, il suo assemblaggio in mosaici, al fine di creare disegni geometrici o floreali, e il grande lavoro che c’è dietro la costruzione di queste bellissime lampade che si collocano perfettamente all’interno di un arredamento moderno o classico.

L’affidabilità di Tiffany Sicuro

Lo staff di Tiffany Sicuro tiene molto a far sì che chiunque voglia acquistare una lampada in stile Tiffany non si faccia abbindolare da false definizioni.

Inoltre, percepiscono quasi un imperativo morale: quello di insegnare ai lettori a diffidare dalle lampade in plastica o madreperla, che molti pseudo-produttori spacciano per “vere lampade Tiffany”.

Potresti non essere convinto delle loro opinioni, ecco perché sul loro portale vi sono degli articoli nel quale ti forniscono alcune prove delle loro asserzioni, provenienti da fonti diverse per dimostrare che il loro è un pensiero condiviso anche dalle massime autorità in merito.

Hanno cercato, infatti , la definizione di “lampada in stile Tiffany” su siti web autorevoli, riportando ciò che hanno ricavato.

Ecco, quindi, che cosa ne è emerso:

  • nella pagina inglese di Wikipedia, in riferimento allo “stile Tiffany”, questo viene definito in maniera chiara e precisa, come il processo costruttivo delle suddette lampade, senza alcun riferimento a presunti movimenti artistici;
  • in una guida scritta da un noto venditore, esperto di lampade Tiffany negli Stati Uniti, si riporta invece una definizione del “Tiffany Stile” molto precisa e accurata;
  • tramite una guida presente su eBay, uno dei più importanti produttori al mondo di Lampade Tiffany, ci spiega molto bene la reale differenza tra una lampada Tiffany Originale e una ricreazione di Lampade Tiffany.

Ma, al di là delle opinioni dei principali esperti, esiste una variabile importante di cui tener conto: la qualità dei vetri, del lume e della lampada in generale, questi sono fattori che potrai analizzare solo tu, toccando i vetri e verificandone l’effettiva qualità.

Lampada da tavolo Tiffany: dove trovarla

Se ti sei convinto e vuoi comprare la tua  lampada da tavolo Tiffany, ecco alcuni consigli utili.

La prima cosa che potresti fare è recarti in un negozio fisico per acquistarla; purtroppo, in Italia i rivenditori fisici di lampade in stile Tiffany sono davvero molto rari.

A questo punto, non ti resta che fare i tuoi acquisti sul web; purtroppo, come abbiamo detto finora, internet è pieno di persone che possono trarti in inganno per l’acquisto ecco che puoi contare su Tiffany Sicuro dove trovare non solo il tuo modello preferito ma anche una garanzia di spedizione e reso gratuiti che dura fino a 30 giorni,

In questo modo potrai provare le lampade Tiffany nella comodità di casa tua e, se non sei convinto, le restituisci, ricevendo indietro l’intera somma che hai pagato.

Perché scegliere un pavimento laminato? Ecco i motivi

Tra chi non rinuncerebbe mai al parquet in legno e chi mal tollera la freddezza del gres porcellanato (magari effetto legno) e simili, si colloca una terza categoria. Paliamo degli amanti del pavimento  laminato. Questo particolare tipo di pavimento presenta innumerevoli vantaggi, tant’è vero che spesso viene impiegato addirittura negli esercizi commerciali. Ci sono diversi criteri in base ai quali potete scegliere il vostro pavimento laminato. Nelle prossime righe ve ne mostreremo alcuni, ma ovviamente il consiglio è quello di valutarli dal vivo. In ogni caso, se avete intenzioni di optare per questa scelta la prima cosa che dovete sapere è che potete applicarlo in autonomia. In più, questo tipo di pavimento si può posare anche sopra un vecchio pavimento.

Che cos’è il pavimento laminato?

Prima di tutto, che cosa è il pavimento laminato? Benché possa spesso ricordare il parquet, tanto da essere conosciuto anche come “finto parquet”, non si tratta della stessa cosa. Nella realizzazione del laminato vengono impiegate delle lastre di fibra di legno pressate ad alta densità (HDF). Sulla parte superiore di queste lastre viene poi stampato il motivo (o decoro) tra cui scegliere. Nella maggior parte dei casi si tratta di riproduzioni in vari colori e varie tonalità delle venature del legno. Non mancano, però, motivi che ricordano la pietra o altri materiali grezzi. Sul lato stampato è poi applicato uno strato protettivo, in modo da preservarlo dall’usura, dai graffi e dal calpestio.

Tra i pro del pavimento in laminato troviamo la possibilità di rinnovare i nostri ambienti in modo facile ed economico. Che si tratti di ambienti di lavoro o parti della nostra casa, poco importa. Il laminato si presenta con una tale gamma di colori e motivi che sicuramente troverete il più adatto alle vostre esigenze. In più, rispetto a dei lavori che prevedono la rimozione totale del vecchio pavimento (e in alcuni casi del massetto), apporre il laminato è molto più semplice. Tant’è vero che i pavimenti in laminato li trovate spesso e volentieri anche nei negozi di fai da te (Brico, Leroy Merlin, ma anche Ikea). Durante l’acquisto, però, dovete fare attenzione a dei dettagli importanti, ovvero:

Lo spazio tra pavimento laminato e infissi

In alcuni casi, infatti, sarà necessario alzare di qualche millimetro (eccezionalmente di un centimetro) gli infissi. Fate attenzioni quindi a porte, finestre e porte-finestre. Nonostante i pavimenti laminati siano molto sottili (tra i 7 e gli 11 millimetri di solito), c’è sempre il rischio che lo spazio libero non sia sufficiente. In ogni caso, niente paura: è un’operazione alla portata di tutti e, in casi estremi, che può portare a termine anche un fabbro o un installatore specializzato, se non intendete provvedere in modo autonomo.

L’umidità della stanza

Benché alcuni tipi di laminati siano effettivamente adatti a stare a contatto con l’acqua, non è una regola generale. Su alcuni pavimenti laminati infatti si può adoperare perfino una lavapavimenti a vapore, ma di norma il laminato teme l’acqua per via della sua composizione. Se eccessivamente impregnato d’acqua, infatti, potrebbe gonfiarsi e rendere così necessaria la sostituzione. Per questo motivo in genere il laminato non si usa per bagni e cucine.

L’isolamento termico e acustico

Grazie al laminato, infatti, avrete modo di apporre una sorta di “coperta” che va tra il vecchio pavimento e il laminato vero e proprio. Attraverso questa operazione dovete considerare che non solo avrete un maggiore isolamento termico, ma anche acustico. Per questo motivo potrebbe essere una scelta vincente in caso di problematiche col vicinato. Oppure, potrebbe essere utilizzato per isolare maggiormente una stanza in cui di solito producete più rumore. Una scelta azzeccata, per esempio, per le camerette dei bambini.

Piscina seminterrata: cos’è e come fare manutenzione

Se l’installazione di una piscina nel tuo cortile è il tuo prossimo passo, probabilmente avrai sentito parlare di piscine seminterrate. Si sa così tanto sulle piscine interrate e su quelle fuori terra ma non altrettanto sulle piscine seminterrate. Se non sei ancora sicuro del tipo di piscina migliore per te, conoscere alcuni pro e contro di questo tipo di piscina può aiutarti a decidere.

Le piscine seminterrate costituiscono la via di mezzo tra le piscine interrate e le piscine fuori terra. Come dice anche il nome, sono costruite per metà sotto terra mentre l’altra metà è in superficie. Ecco cosa devi sapere per decidere se potrà essere l’opzione giusta per te.

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Perché scegliere una piscina seminterrata?

Il tipo di terreno che hai a disposizione potrà determinare il tipo di piscina che potrai installare. Sono finiti i giorni i tempi in cui una superficie in terra rocciosa significava che eri condannato ad un cortile senza piscina per sempre. Le piscine seminterrate possono essere integrate anche nei punti del giardino dove è presente un pendio.

A parte il terreno, a volte sono le linee elettriche, i tubi sotterranei e i cavi a rendere impossibile l’installazione di una piscina interrata. Ma questo non significa che dovrai necessariamente accontentarti di una piscina fuori terra.

È possibile ottenere una piscina seminterrata calcolando attentamente la profondità che può essere scavata in sicurezza senza arrecare alcun danno alle strutture interrate. Le piscine seminterrate richiedono circa la metà dello scavo e della profondità rispetto alle piscine interrate.

Ma ottenere una piscina seminterrata può anche essere una scelta di design in quanto il loro stile unico può avere un fascino notevole.

Installazione di una piscina seminterrata

La principale differenza nel processo di installazione è il grado di immersione della piscina nel terreno. Una piscina seminterrata viene solitamente installata parzialmente o quasi completamente fuori terra ma può anche essere completamente sommersa come una piscina interrata.

Viste le opzioni di installazione flessibili, le piscine seminterrate rendono facile per i proprietari di casa rispettare i codici e le normative locali sull’altezza della piscina.

Sebbene facili da installare, queste piscine sono realizzate con pareti e telai ad incastro in alluminio che sono resistenti alla corrosione e due volte più resistenti dell’acciaio, quasi come quelle interrate. Per una finitura esterna personalizzata puoi scegliere tra pannelli laterali in alluminio, vinile o legno a seconda di ciò che si adatta meglio al tuo cortile.

Le piscine seminterrate sono più economiche?

Il costo delle piscine seminterrate dipende da una serie di fattori:

  • I materiali da costruzione utilizzati, vale a dire se si utilizza fibra di vetro, cemento o vinile
  • La dimensione della piscina

In media, una piscina seminterrata ti verrà a costare una cifra comunque contenuta e di gran lunga inferiore alla classica piscina interrata. Il costo sarà però, di conseguenza, leggermente più alto più delle piscine fuori terra. Tuttavia, la manodopera e i materiali aggiuntivi necessari per formare i muri intorno a loro, oltre ad extra come la pavimentazione, aumenteranno i costi in modo abbastanza significativo.

Pro piscina seminterrata

Se stai acquistando una piscina e hai bisogno di più motivi per scegliere una piscina seminterrata, ecco alcuni vantaggi:

  • I pannelli a parete in acciaio zincato solitamente usati per costruire piscine seminterrate renderanno la tua piscina più durevole.
  • Le piscine seminterrate non sono così difficili da installare. Se hai a disposizione un budget limitato potrai realizzare comunque la piscina dei tuoi sogni.
  • La flessibilità di installazione è un’altra caratteristica che contraddistingue le piscine seminterrate. Possono essere installate più o meno in profondità in base alle preferenze o alle restrizioni del terreno.
  • Esteticamente, le piscine seminterrate sono piacevoli da guardare e ti offriranno maggiore flessibilità in termini di personalizzazione e stile per adattarsi al resto del tuo giardino.

Consigli e manutenzione

Una piscina seminterrata rialzata ha lo svantaggio di non essere in grado di mantenere l’acqua fresca come una piscina interrata perché non è così sommersa dalla terra. Potrebbe essere necessario raffreddare artificialmente l’acqua della piscina e dovresti quindi mettere in preventivo un consumo maggiore.

Le piscine seminterrate richiedono una manutenzione ordinaria per mantenere la piscina in buone condizioni. Anche in questo caso sarà comunque necessario starle dietro ma non richiederà la cura e la manutenzione della piscina interrata.

Riscaldamento a pavimento con pannelli radianti: come funziona?

Il riscaldamento a pavimento è un metodo che risulta essere particolarmente diffuso all’interno degli arredamenti moderni e che permette di affrontare le dure e rigide giornate invernali attraverso il tepore offerto da pannelli radianti, che vengono posti al di sotto del pavimento attraverso un sistema di tubature e un circuito elettrico, in grado di diffondere il calore attraverso irraggiamento. Per quanto questo sistema possa sembrare come particolarmente moderno e oggetto di valutazione tecnologica, in realtà è ereditato da una tradizione che l’aveva portato a essere utilizzato già nel secolo scorso, tra gli anni ‘50 agli anni ‘70, prima di essere accantonato per qualche decennio. Come le diverse tipologie di intervento domestico, anche quella del riscaldamento a pavimento tramite pannelli radianti presenta degli svantaggi che si associano agli acclarati benefici: ecco tutto ciò che c’è da sapere a proposito. 

Quali sono i vantaggi di un riscaldamento a pavimento con pannelli radianti?

Strutturalmente parlando, la tipologia di riscaldamento dei pavimenti attraverso l’utilizzo di pannelli radianti può avvenire o sulla base di tubature che si uniscono ad un circuito elettrico, permettendo – per mezzo del fenomeno dell’irraggiamento – di riscaldare i propri pavimenti, o attraverso un sistema di riscaldamento dell’acqua posta al di sotto del pavimento, e che permette di diffondere un tepore attraverso un certo tipo di equilibrio all’interno di tutta l’abitazione. 

In ogni caso, il sistema presenta un notevole vantaggio in termini di costi e impatto ambientale, essendo particolarmente economico e portando a non doversi riferire ad altri sistemi di riscaldamento, come stufe a pellet, termosifoni o climatizzatori, che consumano molto sia per quel che concerne la corrente elettrica, sia per quanto riguarda il costo del gas. Questa soluzione non assicura certamente un riscaldamento pari ai primi sistemi, ma permetterà di tenere l’ambiente caldo e di offrire un tepore in ogni stanza della propria casa. 

Non solo, dal momento che questo sistema (soprattutto se ad immissione di acqua) può anche divenire un impianto di raffreddamento di pavimenti e ambiente, se ci si serve di una soluzione che strutturalmente avviene allo stesso modo, ma che propone una finalità differente. Infine, un ultimo vantaggio è dettato da una minore diffusione di acari, batteri e muffe all’interno della propria casa, dal momento che il sistema di riscaldamento non prevede dei radiatori o altri sistemi di immissione di aria calda nell’ambiente, che sono naturalmente connessi ad un’accumulazione di quanto sopraccitato. 

Gli svantaggi del riscaldamento a pavimento 

A questo punto, bisogna presentare anche gli svantaggi legati all’utilizzo del riscaldamento a pavimento attraverso pannelli radianti. Il primo risulta essere facilmente intuibile: installare un sistema simile richiede dei costi particolarmente elevati che, per quanto possano essere recuperati nel tempo, prevedono una certa strutturazione del proprio budget

Tuttavia, lo svantaggio più pericoloso è relativo al trattamento del proprio pavimento che, soprattutto se in parquet, potrebbe presentare dei danni o sollevarsi: per ovviare a questo pericolo bisogna controllare che ci sia una giusta posatura dello stesso e che le tubature siano ottimali nel proprio compito, onde evitare possibili pericoli. Infine, ultimo svantaggio è relativo alla impossibilità di accendere e spegnere lo stesso a intermittenza, dal momento che avrà bisogno di almeno un giorno di accensione per funzionare correttamente. 

Come scegliere una pattumiera da cucina

La scelta di una pattumiera da cucina è molto importante, perché questo accessorio è utilizzato spesso e deve essere funzionale, ma anche bello da vedere e in accordo rispetto al resto dell’arredo dell’area cucina.

Esistono diverse tipologie di pattumiere da cucina, da quelle in plastica, a quelle in acciaio smaltato o acciaio inox, fino a quelle che sono già predisposte per la raccolta differenziata.

Ecco tutti i consigli per scegliere la tua pattumiera da cucina andando sul sicuro!

Scegliere la pattumiera da cucina a seconda dell’apertura

I sistemi di apertura delle pattumiere da cucina sono diversi, e si parte dal modello più semplice, costituito dalla pattumiera con coperchio semplice.

Questa pattumiera si apre con le dita sollevando il coperchio.

Il modello con coperchio semplice può essere rischioso in tutta una serie di casi. Innanzitutto, nel caso in cui si abbiano animali domestici, in quanto potrebbe capitare di lasciare aperto il secchio e di consentire, quindi, al cane o al gatto di mangiare i rifiuti e di rendervi il pavimento di casa una simpatica “discarica” a cielo aperto.

Lo stesso accade per chi abbia problemi di scarafaggi in casa. Per chi abbia a che fare con questi “ospiti” sarà preferibile utilizzare altri sistemi di chiusura, che assicurino la protezione dalle intrusioni, se avete questo tipo di problemi potete provare a consultare siti specifici per eliminare gli scarafaggi da casa.

Abbiamo, poi, la pattumiera a pedale, che si aprirà mediante l’uso del pedale. Questa pattumiera è molto più igienica, in quanto consente di controllare sempre la chiusura, e anche di evitare di toccare il coperchio con le mani.

Un altro metodo di chiusura molto sicuro per la vostra pattumiera, soprattutto per proteggere i rifiuti da scarafaggi, animali domestici e bambini piccoli, è il push bin. Infatti, questa pattumiera si apre premendo verso il basso: il coperchio, in questo modo, risalirà verso l’alto. Per richiuderla basterà spingere nuovamente verso il basso fino a quando si sentirà un clic.

Infine, per chi voglia investire un po’ di più, si potrà scegliere la pattumiera con apertura automatica. Questa ha un sensore di movimento grazie al quale si potrà arrivare all’apertura e alla chiusura della pattumiera stessa.

Se vogliamo una pattumiera che duri nel tempo, sicuramente il prezzo d’acquisto non potrà essere basso, i materiali infatti per essere duraturi nel tempo, sono decisamente più costosi al loro acquisto.

Scegliere la pattumiera da cucina sulla base delle caratteristiche

Oltre all’apertura, esistono altre caratteristiche grazie alle quali sarà possibile scegliere la pattumiera da cucina perfetta per le vostre esigenze.

Innanzitutto la capacità in litri, che dovrà essere adatta sia allo spazio nel quale si dovrà collocare la pattumiera, sia al numero di persone che dovrà utilizzarla, sicuramente la scelta migliore è quella di prendere due pattumiere più piccole che una pattumiera grande, in modo da poterle gestire al meglio e utilizzarle anche in ambiti diversi della nostra casa.

Non sempre è consigliabile comprare una pattumiera grossa anche se i componenti della famiglia sono tanti, il nostro consiglio è quello di prediligere piccole pattumiere che si possono posizionare anche in vari punti e sono sicuramente più facili da pulire e da gestire.

Inoltre, nel caso in cui nella propria zona sia già stata attivata la raccolta differenziata, potrà essere molto comodo avere una pattumiera con comparti differenziati per i diversi rifiuti, molto comodi se vogliamo avere la comodità di avere contenitori separati da asportare nel momento della raccolta differenziata.

Anche il design dovrà essere oggetto di valutazione: per una cucina moderna, ad esempio, si sceglierà una pattumiera altrettanto moderna, e viceversa, tenendo sempre conto dei materiali, che anche se sono diversi dovranno essere adatti al loro scopo finale.

Le pattumiere sono fatti di diversi materiali, vediamo ora assieme la differenza tra i vari materiali.

La plastica è economica, ma si rovina anche in fretta, mentre l’acciaio inox è molto resistente, e spesso è anche il più semplice da pulire in quanto non poroso e si potrà detergere utilizzando diversi tipi di detersivi.

Tirando le somme, scegliere la pattumiera adatta alla cucina è sicuramente difficile, va trovato il giusto compromesso tra materiali, praticità di utilizzo e costo finale.

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