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Termoarredi di design che scaldano

Quando si parla di termoarredo, ad oggi non si va più alla ricerca di un modello che sia non solo funzionale, ma anche bello esteticamente.

Non a caso, anche i numerosi produttori, stanno puntando nel realizzare un termoarredo design termoarredo design che possa essere in linea con lo stile dell’arredo interno dell’abitazione.

Ecco che stanno facendo la loro comparsa, termoarredi che si spostano su ruote, quindi non più ancorati alle pareti, super sottili, facili da installare, ma anche modelli ideati come pannelli divisori tra una zona e l’altra: ad esempio in bagno potrebbe separare l’area dedicata ai sanitari da quella riservata al lavabo.

I modelli di termoarredo più ricercati

Numerose sono le persone che dovendo sostituire o dotare di un nuovo termoarredo la propria casa che sia in linea con lo stile dei vari locali e soprattutto che sia dotato di un design unico e ricercato in grado di donare un aspetto elegante a tutta la casa.

Questa tipologia di termoarredo di design, vuole sfidare l’immagine del radiatore tradizionale, presentandosi con forme curve o in qualità di pannello ultrasottile, ideato anche per essere appeso al muro quasi come se fosse un quadro.

Non solo il bagno ma anche nel soggiorno è possibile collocare questa nuova tipologia di termoarredo potendo contare sulla varietà di colori accattivanti.

In cucina invece, si può installare anche dietro la porta soprattutto nella versione radiante super sottile. Sotto la finestra si può optare per un modello basso e lungo, mentre quello più ricercato ad oggi, il modello a scaletta, è perfetto per essere collocato nella camera dei ragazzi o nel salone.

Termoarredo di design: i materiali di costruzione

Potendo contare su un materiale flessibile quale l’alluminio, che si riscalda facilmente, si possono creare piastre radianti minimal che sono anche molto facili da pulire.

Modelli di termoarredo di design particolari sono quelli incernierati al muro e, proprio come una porta, si possono aprire e pulire facilmente anche sul retro.

Uno degli elementi che distingue questi riscaldamenti è proprio la pulizia dal momento che trattandosi di elementi che vengono celati, potrebbe risultare difficile.

Grande attenzione è rivolta anche a far sparire le valvole termostatiche, il comando principale per mantenere la temperatura ambiente che si vuole, contando anche su un notevole risparmio energetico.

Invece, per quanto riguarda i materiali costruttivi che fanno la differenza vi sono: elementi tecnologici a scomparsa, saldature invisibili tra le diverse componenti del radiatore, e l’installazione delle valvole collocate a circa 6 metri da esso.

Altri fattori rilevanti sono spessori ridotti e cospicua accessoriazione che va dal gancio per l’accappatoio alla barra porta salviette, tutto sulla base di colori e materiali coordinati.

I produttori che puntano maggiormente sulla personalizzazione, includono anche palette realizzate secondo 150 varianti cromatiche.

Tutti questi fattori hanno portato a considerare il termoarredo come un vero e proprio mobile per tutta la casa.

Soprattutto nel bagno, assume un ruolo sempre più centrale sia perché si hanno spazi piccoli, sia per la natura umida della stanza.

Tuttavia, le diverse possibilità che vengono offerte, sono ideate anche per altri ambienti come il living, dove le preziose finiture e soluzioni sempre più ricercate, consentono di concepire questo elemento, non più come qualcosa da nascondere ma che diventa un dettaglio fondamentale dello stile della propria casa.

Come scegliere il termoarredo per il bagno

Quando si deve arredare una nuova casa o si stanno compiendo lavori di ristrutturazione, uno degli ambienti da non sottovalutare è il bagno.

Che sia il bagno patronale o quello per gli ospiti, anche per questo ambiente la scelta dell’arredo dovrà essere fatto rimanendo in linea con il design di tutta la casa.

Perché scegliere il termoarredo per il bagno

Con il termine di termoarredo si intende il termosifone che si installa nel bagno e che indubbiamente rappresenta un articolo molto più elegante rispetto al classico calorifero.

Nel linguaggio comune viene chiamato “scaldasalviette” ed è adatto non solo ad arricchire il design dell’ambiente in cui si trova, ma anche per riscaldare il bagno soprattutto se di piccole dimensioni dal momento che hanno una misura ridotta.

Benefici dello scaldasalviette

Numerosi sono i vantaggi di avere uno scaldasalviette nel proprio bagno innanzitutto quello di essere di dimensioni ridotte onde andare ad occupare meno spazio possibile.

Una volta accesi inoltre, si riscaldano molto più velocemente rispetto ai classici termosifoni; ecco perché soprattutto in inverno, poter usufruire di un dispositivo che si riscalda in breve tempo, aiuterà ad avere un bagno accogliente e caldo.

Altro punto fondamentale in favore di questa tipologia di termoarredo orizzontale, vi è anche il design ricercato delle sue linee: in commercio ne esistono di vari modelli per andare incontro anche alle esigenze di chi cerca una tipologia di arredo elegante, ben curato e fine.

Le scaldasalviette sono utili anche per asciugare stracci e asciugamani, oltre al fatto che sono oggetti che durano a lungo nel tempo.

Riescono infatti a sopportare bene l’umidità e il deterioramento: in un bagno infatti non è strano che si crei umidità che diventa nemica di molti materiali, tra i quali il ferro utilizzato per i termosifoni.

Ad oggi si tratta quindi di una delle soluzioni più ricercare non solo da chi ha acquistato una nuova casa, ma anche da chi vuol cambiare tutto l’arredo e soprattutto da coloro che affrontano lavori di ristrutturazione e che quindi decidono di comprare uno ma anche più scaldasalviette.

Tuttavia, bisogna sottolineare che la spesa per l’acquisto di questo oggetto non è particolarmente dispendiosa anche se esistono modelli costosi dal design particolarmente ricercato anche se il valore di mercato è molto più moderato rispetto a prima.

Come si sceglie lo scaldasalviette

Per scegliere uno scaldasalviette adatto alle proprie esigenze, bisogna tenere in considerazione alcuni fattori.

Innanzitutto, il colore, dal momento che si dovrà adattare alla stanza e rendere più equilibrato il bagno.

Bisogna tenere in considerazione anche le dimensioni e la garanzia dell’articolo così come il modello idoneo da scegliere: non a caso in commercio vi sono diverse tipologie di scaldasalviette sia orizzontali che verticali, ma anche di altre forme come quelle che ricordano una scala ed altri modelli intrecciati.

 

 

Manutenzione degli impianti termici: ogni quanto va effettuata

Ultimamente nell’ambito della periodicità delle manutenzioni che si devono effettuare sugli impianti termici, stanno circolando informazioni non del tutto corrette.

Prima di tutto è necessario fare una distinzione tra rapporto di controllo di efficienza energetica e manutenzione.

Differenza tra i due termini

Con il termine di manutenzione si vuol intendere le varie operazioni ordinarie che vanno eseguite su un impianto per verificare se questo sia in linea con le norme di sicurezza, in modo da garantirne l’efficienza.

Le operazioni vengono effettuate sul generatore di calore, oltre ai collettori solari e al sistema di adduzione del gas.

Lo stesso vale anche nel caso nel caso si disponga di impianti vmc in casa: anche questi dovranno essere periodicamente controllati.

Quella di dotare le proprie case di impianti di ventilazione meccanica controllata, sta diventando una scelta sempre più apprezzata dal momento che si possono avere numerosi vantaggi dal punto di vista sia di economico che ambientale comportando un notevole risparmio energetico.

Soprattutto nel nord Italia si è avuto un boom di richieste di impianti vmc vicenza, dato le particolari condizioni climatiche, particolarmente rigide.

La manutenzione per migliorare l’efficienza energetica

Il Ministero ha inoltre sottolineato che il rapporto di controllo di efficienza energetica, a discapito della sua denominazione, deve essere compilato ogni volta che terminano le operazioni di manutenzione anche se è stata effettuato sono un controllo generico e il controllo di efficienza energetica non è stato eseguito.

Le varie operazioni di manutenzione richiedono almeno 45 minuti per gli impianti domestici fino ad 1 ora per quelli vmc.

Tempistiche inferiori indicano che vi è stata una scarsa manutenzione o imperizia da parte del tecnico che può essere anche passibile di sanzioni, in base a quanto stabilito dall’art. 13 della L.P. 04 ottobre 2012 n. 20.

Non a caso il DPR74/2013 sottolinea che l’impresa installatrice dovrà fornire indicazioni tecniche precise inerenti la cadenza con cui dovranno essere effettuati gli interventi.

Invece per gli impianti domestici, queste indicazioni non vengono fornite da chi ha installato la caldaia: in questo caso il legislatore prevede di seguire le prescrizioni che sono state elaborate dal chi ha prodotto l’apparecchio.

Ciascun dispositivo che viene acquistato è infatti provvisto di un manuale di istruzioni dove vengono indicate tutte quelle operazioni inerenti la manutenzione e la periodicità con cui si debbono eseguire gli interventi.

Cosa prevede il controllo di efficienza energetica

Per quanto riguarda il controllo di efficienza energetica, questo prevede che vengano misurati i parametri di combustione attraverso uno strumento e nel determinare il grado di efficienza dell’apparecchio.

Il grado di efficienza dell’apparecchio deve soddisfare quanto stabilito nell’allegato B del DPR74/2013, con un parametro di combustione del monossido di carbonio che deve essere inferiore a 1000 ppm come prevede la norma UNi10389.

Bisogna eseguire il controllo di efficienza ogni volta che viene effettuata la manutenzione anche se il DPR74/2013 prevede che per le caldaie a gas bisogna eseguire un controllo ogni 4 anni.

Questo controllo quindi non può segue necessariamente la periodicità prevista per le manutenzioni, ma per quelle caldaie a gas che hanno una potenza inferiore a 100kW, può essere effettuato ogni 4 anni anche se si consiglia di effettuarlo al termine di ogni manutenzione.

 

Caldaia a pellet: benefici per l’ambiente

Negli ultimi anni in Italia è aumentata l’emergenza smog: nel 2018 nelle grandi città l’aria è irrespirabile a causa delle elevate concentrazioni di ozono e polveri sottili, facendo registrare una vera e propria emergenza.

Anche il rapporto di Legambiente presentato a fine gennaio, riporta che in 39 capoluoghi di provincia italiani si è superato anche il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili con la media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo.

Tra i primi posti vi sono tutte le città del Nord, per via delle condizioni climatiche che hanno riacceso l’emergenza nelle città dell’area del bacino padano.

Non a caso il settore dei trasporti e quello industriale sono stati soggetti a normative nazionali ed europee in termini di emissioni, mentre il settore del riscaldamento è andato a crescere verso fonti di energie rinnovabili con il passare dall’uso delle caldaie tradizionali a gasolio all’utilizzo di caldaie a metano e biomassa.

 

Perché puntare sull’utilizzo della caldaia a pellet

La particolarità delle caldaie a biomassa è che è possibile utilizzare qualsiasi tipo di prodotto legnoso: dalla legna, al pellet fino al cippato. Una volta che avviene la combustione, riconsegnano nell’atmosfera la stessa quantità di CO2 che l’arbusto aveva assorbito precedentemente e fissato sotto forma di carbonio organico.

Inoltre, la legna, dal momento che si ricava vicino agli utilizzatori, permette di ridurre le emissioni che riguardano il trasporto del combustibile.

Invece nel caso delle emissioni degli altri inquinanti, per limitare la diffusione è fondamentale che l’impianto sia di classe A e che il combustibile sia certificato, da aggiungere ad una valida progettazione, una manutenzione costante e una corretta sostituzione bruciatori pellet.

Senza dubbio il tipo di caldaia più efficiente è quella a pellet, dal momento che usa un combustibile dal contenuto idrico basso, in modo da favorire l’efficienza energetica con emissioni contenute.

Inoltre, studi recenti austro-finlandesi e svizzeri, utilizzando test di tossicità in vitro su cellule polmonari, hanno dimostrato che l’effetto di tossicità sulla salute del prodotto delle caldaie moderne a pellet è minimo dal momento che la mortalità cellulare che si è rilevata sui campioni con altre concentrazioni di PM da combustione del pellet, non hanno evidenziato differenze sostanziali rispetto ai campioni prelevati.

Sulla base anche delle norme europee inerenti l’impatto ambientale, i rendimenti che raggiungono le caldaie a pellet, superano il 94% e la qualità della combustione è più elevata grazie agli studi condotti sui bruciatori.

Bisogna inoltre tener conto dei recenti risparmi economici previsti dallo Stato e che vanno dal 20% al 50%, oltre ad avere una maggior efficienza al pari delle caldaie tradizionali.

Anche l’introduzione degli “Ecobonus del 55%” vogliono favorire l’installazione delle moderne caldaie dal momento che il 55% del costo della caldaia è pagato dalla Stato  sottoforma di detrazione fiscale IRPEF.

Utilizzare il pellet significa quindi dipendere meno da fonti fossili il che si traduce con un risparmio sulla bolletta per la maggior parte delle famiglie italiane.

 

Antifurti senza fili i migliori

L’antifurto senza fili è in generale una delle soluzioni ideali per tutti coloro che possiedono una villa oppure una casa isolata.

Questo sistema wireless si attiva, trasmettendo alla propria centralina un segnale quando avviene un’interruzione del campo di protezione infrarosso creato.

È veramente sicuro?

Qualsiasi antifurto che può essere per la casa, per la moto o per la macchina, non assicura mai una sicurezza al 100%.

In grandi linee, l’antifurto senza fili è ormai sicuro come quello classico.

Naturalmente, molto dipende dalla qualità del prodotto e da chi lo monta, soprattutto dalla frequenza con cui funziona il segnale comunicativo tra la centralina e i vari sensori.

Poiché nel caso in cui sia a mono frequenza i ladri potrebbero intercettarlo e disattivarlo più facilmente.

Anche nel caso della mono frequenza però ci sono delle varianti, perché una frequenza non sempre vale l’altra in fatto di sicurezza della trasmissione, ma in questo campo un tecnico specializzato potrebbe essere maggiormente esaustivo.

Se invece il sistema presenta più di una frequenza i funzionamento allora è un’altra storia, in quanto riesce a resistere molto meglio agli attacchi esterni.

L’allarme senza fili e il controllo remoto

Gli ultimi modelli di allarme senza fili in commercio sono spesso dotati di controllo remoto, tramite il quale possono essere comandati da internet mediante l’app dedicata. Inoltre grazie a questa app è possibile ricevere segnali di aiuto in caso di incidente della persona che possiede il sistema d’allarme in casa.

I segnali d’allarme per la richiesta di aiuto vengono inviati direttamente dall’apposto supporto (che di norma è un telecomando oppure un medaglione) associato al sistema di sicurezza senza fili, oppure si ricevono dei messaggi o delle chiamate in caso di necessità.

L’innovativa centralina

Il sistema senza fili contiene la centralina a vista che è poi il cuore dell’intero sistema, concedendo un impatto visivo non indifferente.

Per questo è importante che i progettisti creino un oggetto che potrebbe anche far parte dell’arredamento della casa, dotato magari di personalizzazioni e che si installa a muro senza impattare troppo sull’ambiente circostante.

Insomma occultare o meno la centrale di allarme deve essere una scelta e non un’imposizione dovuta all’ estetica del prodotto.

La centralina si può collegare al resto del sistema d’allarme wireless, senza fili.

La nuova sirena possiede un allarme sonoro, che può aumentare progressivamente ed addirittura alcuni modelli possono riprodurre messaggi vocali.

Il suono prodotto dalla sirena è alto e prolungato, alle volte anche diversamente modulato per far distinguere subito ed in maniera intuitiva l’allarme da altri pericoli come l’incendio.

I più moderni modelli di sirena per l’esterno sono dotati anche di lampeggiante che le rende visibili anche da lontano permettendo di individuare la casa in cui è scattato l’allarme con maggior facilità.

Ulteriori caratteristiche tecniche

La maggior parte dei modelli di allarme senza fili in commercio permettono di ampliare il sistema anche dopo il primo acquisto e di decidere il numero esatto di sensori di movimento da installare in casa (compatibilmente con la capacità massima della centrale), sia all’interno che all’esterno. La maggior parte degli allarmi sfruttano la tecnologia PIR (Passive InfraRed), cioè a raggi infrarossi passivi.

È possibile integrare nel sistema dell’antifurto, grazie alla speciale centralina, dei rivelatori con fotocamera o con videocamera per la video verifica, capaci quindi di riconoscere qualsiasi segno di movimento nel loro raggio d’azione ed attivare l’allarme in caso di emergenza riprendendo in contemporanea una serie di immagini che possono trasmettere e/o immagazzinare.

Laddove il sistema sia connesso ad internet, è possibile controllare in tempo reale lo stato della casa, ma soprattutto in caso di allarme si può controllare che si tratti realmente di un’effrazione oppure di un falso allarme.

Quindi un allarme senza fili può essere è un dispositivo completo, moderno, funzionale e soprattutto sempre più sicuro. Le funzioni realizzate tramite le centraline moderne non hanno paragoni.

Per ottenere un preventivo di spesa che non comporti obbligo di acquisto e personalizzabile ecco un link utile al quale fare riferimento proprio per richiedere un preventivo gratuito

Come abbinare un mobile antico in un ambiente moderno

Quando si tratta di arredare la propria casa, ognuno cerca di puntare su complementi d’arredo che siano in linea non solo con il proprio gusto personale, ma anche con l’ambiente nel quale verranno collocati.

Negli ultimi tempi numerose sono quelle persone che  decidono di optare per oggetti antichi di valore che donino a tutta la casa un’atmosfera di grande eleganza e raffinatezza.

Per poter ricercare questi oggetti, ci si affida a negozi di antiquariato dove poter trovare numerosi articoli che rievocano immagini lontane di un tempo in cui la vita appariva più serena.

Articoli caratteristici in un negozio di antiquariato

Tra i numerosi oggetti che si possono trovare in un negozio di antiquariato e che possono essere utili per arredare la propria casa, vi sono quelli che richiamano mestieri antichi oppure di scenari antiquati di quotidianità.

Sono la testimonianza di come si viveva e di come si svolgeva la vita anni fa: in generale ciò che spinge a collocare un mobile o un manufatto antico all’interno della propria casa è la nostalgia e la curiosità di questo mondo lontano.

Come accade anche per l’arredo moderno, ciò che spinge a comprare un mobile è il desiderio di volerlo nella propria casa, senza preoccuparsi troppo se possa stonare con il resto dell’arredo.

Creare la giusta armonia

In realtà un mobile acquistato in un negozio di antiquariato può risultare non molto facile da abbinare, sia per le sue dimensioni magari eccessive, sia per la tinte della finitura in legno, che per forme alquanto demodè.

Per questo in molti cercano di modificarlo rendendolo uniforme con lo stile della casa, anche se in questo modo si potrebbero perdere le caratteristiche più singolari e preziose.

Tuttavia ciò non significa che è impossibile abbinare un mobile antico: esiste infatti una soluzione valida per poter arredare con mobili antichi che non vada ad appesantire un ambiente.

Sarà sufficiente abbinare questi mobili puntando su elementi in bianco e nero: questo contrasto tra i due non colori creerà un ambiente alla moda.

Architetti e designer da tutto il mondo infatti, adottano questa soluzione, potendo trarne un doppio vantaggio: non solo l’ambiente acquista una certa luminosità, ma il mobile di antiquariato viene evidenziato.

Inoltre questo effetto di chiaro/scuro va a migliorare l’estetica dell’ambiente in quanto:

  • alleggerisce visivamente infatti lo sguardo non viene catturato da un unico elemento dominante,
  • dona esclusività in quanto bianco e nero è sempre alla moda dal momento che si basa su un perfetto equilibrio tra chiaro e scuro,
  • rende l’ambiente più sofisticato e raffinato purché sia accompagnato da un giusto senso della misura.

Consigli sull’abbinamento tra mobile antico e black and white

Scendendo nel dettaglio ad esempio, se si ha un tavolo antico si possono abbinare sedie bianche e nere o scegliere un tappeto a tessitura piatta di questi due colori.

Se invece l’elemento antico è rappresentato da una cassettiera o madia, si potrebbe creare una piccola galleria d’arte utilizzando quadri con cornice nera su una parete bianca.

Infine, se si tratta di un mobile abbastanza grande come una libreria o credenza, si può alleggerire rivestendo l’interno con tessuto removibile o carta con sfondo bianco e nero.

 

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